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20 agosto, 52 anni fa: scompare Georges Lemaître, lo scopritore del Big Bang

Georges Lemaître nacque il 17 luglio 1894, a Charleroi, in Belgio. Oggi viene ricordato per essere stato il sacerdote, astrofisico e cosmologo che formulò per primo la teoria del Big Bang.

Lemaître si iscrisse all’università di Lovanio nel 1911, per studiare ingegneria, ma dovette presto lasciare i libri per prestare servizio come ufficiale di artiglieria nell’esercito belga durante la Prima guerra mondiale. Per i suoi meriti sul campo, ottenne la Croix de Guerre. Dopo il conflitto, tornò all’università iscrivendosi a matematica, laureandosi poi come Dottore in Scienze nel 1920.

Anche come conseguenza della sua traumatica esperienza di guerra, entrò in un seminario cattolico, ricevendo l’ordine sacerdotale nel 1923. In quello stesso anno si trasferì nel Regno Unito, per studiare matematica astronomica nel corso tenuto da Arthur Eddington, all’università di Cambridge. Al termine, si trasferì negli Stati Uniti, presso il Massachusetts Institute of Technology. Nel 1927, il MIT gli conferì il dottorato per le sue ricerche sui campi gravitazionali, il che gli aprì la strada per diventare docente di astrofisica all’università di Lovanio.

In quello stesso anno, Lemaître propose la sua teoria sull’origine dell’universo. Secondo il suo pensiero, la teoria della relatività di Einstein implicava il fatto che l’universo doveva aver avuto inizio con un “atomo primordiale”. Oggi, la teoria è nota a tutti con il nome di Big Bang, la grande esplosione iniziale. Lemaître affermò che l’universo è in espansione (un’idea che Einstein non condivideva, ma che Hubble ha poi dimostrato come vera) e che alla sua origine vi deve essere stata una singolarità enormemente densa.

“Se il mondo è scaturito da un singolo quanto, le nozioni di tempo e di spazio diventano prive di senso in coincidenza della singolarità inziale; esse hanno iniziato a prendere forma man mano che il quanto iniziale si è diviso in un sufficiente numero di quanti. Se questa ipotesi è corretta, l’inizio dell’universo è avvenuto un attimo prima che iniziassero il tempo e lo spazio”. Così scrisse Lemaître su Nature nel maggio del 1931.

All’inizio, la sua ipotesi non venne presa sul serio, ma poi, gradualmente, iniziò a diffondersi. Fu quindi ripresa e sviluppata negli anni ’40 dall’astrofisico russo-americano George Gamow. Einstein, in un primo momento, liquidò l’idea dell’atomo primordiale, ma in seguito cambiò opinione e disse che si trattava della “più bella e più soddisfacente spiegazione della creazione che io abbia mai ascoltato”. Oggi, questa teoria è la più accreditata per quanto concerne la nascita dell’universo.

Lemaître non uso mai il termine Big Bang. Paradossalmente, questo fu inventato nel 1949, durante un’intervista radiofonica alla BBC, da Sir Fred Hoyle, il quale usò quell’espressione per liquidare la teoria in modo ironico (parlare di “grande botto” significava prendersi gioco dell’idea).

Lemaître compì in seguito studi sui raggi cosmici, sul problema di come determinare il moto di tre corpi celesti e la loro forza di gravità nonché, verso la fine della sua vita, su tematiche inerenti i computer e i sistemi di codifica. Fu insignito del titolo onorifico di monsignore nel 1960 e morì nel 1966 a Lovanio, la sua città di elezione.

© Telegraph Media Group Limited (2018)