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A New York il tasso di omicidi scende ai livelli anni ‘50

Nel 1990 si registrarono a New York ben 2245 omicidi, l’equivalente di una grande sala da concerto gremita di gente. Una strage. Invece, il conteggio pressoché definitivo per il 2017 è di “soli” 286 omicidi, il livello più basso da quando esistono statistiche affidabili su questi crimini.

Più in generale, a New York sono diminuiti tutti i vari tipi di reati, non solo gli omicidi ma anche le rapine, i furti, i borseggi, le aggressioni, ecc., attestandosi ad un totale di 94.806 alle soglie di questo capodanno, contro i 101.716 del 2016. Se non ci sarà un picco di omicidi nei pochi giorni che mancano alla fine del 2017, il conteggio finale scenderà sotto il precedente livello minimo di 333 casi del 2014. Si saranno così raggiunti 27 anni di cali consecutivi, consentendo alla città di tornare ai livelli degli anni ’50 (quando la popolazione era meno numerosa). Nel complesso, una città che conta ben 8,5 milioni di abitanti si ritrova ad essere più sicura e tranquilla di molte altre città americane più piccole.

Per i sostenitori del sindaco democratico Bill De Blasio, il merito va soprattutto alla gestione delle forze di polizia, meno propensa che in passato all’uso della forza e alla controversa pratica delle perquisizioni di massa.

In questo quadro positivo, la polizia registra un elemento in controtendenza: le denunce di aggressioni sessuali hanno registrato un picco nella parte finale dell’anno. I dirigenti attribuiscono questo singolare fenomeno ad una sorta di “effetto Weinstein”, dalla vicenda del produttore cinematografico condannato per aver aggredito decine e decine di attrici o aspiranti tali. Molte donne, a quanto pare, decidono oggi di denunciare con molta più facilità ogni atto di molestia sessuale, nella convinzione che le loro parole avranno la giusta attenzione da parte di agenti e magistrati.

Il sindaco De Blasio e il capo della polizia, James O’Neill, ritengono che il calo nel numero di reati sia in buona parte ascrivibile al fatto che gli agenti dedicano speciale attenzione a monitorare e contrastare le piccole gang, che nel loro insieme sono solitamente responsabili per la maggior parte dei crimini. Al contempo, O’Neill ha pubblicamente ringraziato il sindaco per aver stanziato risorse adeguate a favore della polizia, sul piano del reclutamento, della formazione professionale, delle attrezzature informatiche, delle medicine anti-overdose.

Tuttavia, i criminologi sono meno inclini ad individuare nella migliore attività di polizia le vere cause del declino nel numero dei crimini. Secondo Franklin E. Zimring, docente alla facoltà di legge dell’Università della California, le analisi statistiche suggeriscono che la ragione principale risiede nel miglioramento delle condizioni economiche. Il tasso di disoccupazione, il livello del reddito disponibile, i livelli di istruzione sembrano essere le variabili che maggiormente influiscono sui livelli di criminalità.

Il professor Zimring ha riassunto efficacemente la situazione affermando che “la Federal Reserve può fare assai più di tutti i poliziotti americani per migliorare il livello di sicurezza dei cittadini”.

© 2017, Thema International