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Ami il tuo lavoro da informatico? Devi ringraziare una donna...

Nella storia dell’informatica, il capitolo più interessante spiega come un settore, in origine controllato dalle donne, sia diventato poi di dominio maschile. Contrariamente a quanto si può pensare, tale supremazia femminile non è stata scalzata di prepotenza. In larga misura, gli uomini devono ringraziare le donne per l'esistenza stessa del loro lavoro.

All’inizio, i programmatori erano gli unici ad interagire con i computer. Il loro lavoro era considerato non diverso da vari altri che si svolgono negli uffici, come l’attività di segreteria o le operazioni di centralino. Le programmatrici erano chiamate “computer feeders” [dal verbo inglese to feed, nutrire, dar da mangiare - ndt], in quanto immettevano dati nei calcolatori (da qui il termine data feed). Esse convertivano i diagrammi di flusso in operazioni logiche e trascrivevano poi i codici-macchina corrispondenti su schede perforate. Gli strumenti del mestiere erano un manuale di istruzioni e una macchina perforatrice.

Grace Hopper, un matematico donna della Remington Rand [1], osservò che gli alimentatori umani rallentavano il processo di programmazione. Hopper immaginava che, un giorno, utenti non esperti potessero comunicare in inglese direttamente con le macchine, scavalcando il processo inefficiente di codifica dei comandi su carte perforate. Anche se il suo superiore bocciò l'idea, Hopper proseguì la ricerca e creò il suo linguaggio-macchina in inglese, chiamato FLOW-MATIC.

Nello stesso periodo, la collega di Hopper, Betty Holberton, scrisse il primo sistema di programmazione automatica, vale a dire un programma utile per creare o gestire altri programmi. Le due donne contribuirono a realizzare quello che è poi diventato uno dei primi e più diffusi linguaggi di programmazione, il COBOL (COmmon Business-Oriented Language).

Grazie al COBOL scomparve la traduzione delle istruzioni in linguaggio-macchina, un processo che nel 1959 poteva comportare un costo di oltre 600mila dollari e due anni di lavoro per un solo programma. Il software divenne intellegibile e riutilizzabile su più macchine talché, nell'arco di 10 anni, le operazioni di computer-feeding scomparvero.

In tal modo, le donne crearono la tecnologia che eliminò il loro lavoro. Tuttavia, l’invenzione  generò la richiesta di una vasta gamma di nuovi compiti. Lo sviluppo del software diventò, in breve tempo, una componente fondamentale di ogni settore aziendale, dalle operazioni bancarie al controllo dell'inventario. La visione di Hopper – esseri umani che dialogano con i computer – ha portato all’elaborazione di strumenti come Excel e Quickbooks, le cui interfacce accessibili traducono in codice le richieste degli utenti.

È quindi molto riduttivo sostenere che le donne non siano sufficientemente rappresentate nel settore dell’informatica. In realtà, chiunque utilizzi un computer oggi - un consulente aziendale che lavora su Microsoft Access o un adolescente alle prese con Snapchat – compie le stesse operazioni delle prime programmatrici. Il software di oggi è talmente lontano dai calcoli di trasformazione che non consideriamo affatto gli utenti come dei programmatori.

In breve, le donne non furono vittime passive, espulse dal settore. Furono, invece, un’avanguardia. Grazie ai loro sforzi, l'informatica è cresciuta fino a creare un’elevata specializzazione professionale. Il lavoro della Hopper su COBOL e  sugli sviluppatori di software ha agevolato a tal punto il campo della programmazione informatica che, attualmente, la maggior parte delle attività non comporta alcuna forma di programmazione.

Forse, gli “alimentatori” di dati non resteranno l'unica vittima dei processi di automazione. Gli sviluppatori di app svolgono già oggi la maggior parte del loro lavoro attraverso interfacce che consentono, semplicemente, di trascinare e rilasciare al posto giusto i componenti desiderati. Il settore informatico continuamente riformula la comunicazione tra uomo e macchina, modificando così il ruolo del programmatore.

Tra un decennio, forse, gli ingegneri informatici che oggi veneriamo saranno considerati superati, come gli “alimentatori” degli anni ‘50.

[1] Una delle prime aziende americane e produrre computer, tra cui il celebre Univac, primo computer commerciale realizzato negli Stati Uniti - ndt.

- Elaine Ou è una blockchain engineer presso la Global Financial Access, azienda di servizi finanziari di San Francisco. Ha lavorato come docente presso il dipartimento di informatica dell’università di Sydney.

© 2018, Bloomberg