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Classi separate a scuola, un vantaggio per le ragazze

Le classi separate, quindi non miste, rappresentano una pratica frequente nelle scuole private, e un numero crescente di genitori le considera necessarie, specialmente durante l’adolescenza.

In quali licei scientifici si concentrano i voti più alti alla maturità? Subito dopo il liceo Franklin di Parigi, sono due gli istituti che si distinguono….e si tratta di istituti femminili: il liceo privato Daniélou di Rueil-Malmaison (Dipartimento Hauts-de-Seine) e la Maison d’éducation de la Légion d’honneur [1], liceo pubblico. Due istituti sicuramente di élite, che però fanno mangiare la polvere ai prestigiosi licei Louis-le-Grand, Henri IV o Stanislas. Le classi separate avrebbero dunque effetti positivi sul rendimento delle ragazze?

La questione è complessa e rappresenta un grande tabù in Francia, dove le classi miste sono sempre state sinonimo di uguaglianza. Il sociologo Michel Fize, autore del volume Les pièges de la mixité scolaire (Le controindicazioni delle classi miste - ndt), ricorda di essere stato oggetto di linciaggio mediatico per aver suggerito di stabilire, in determinati periodi del percorso scolastico, dei momenti nei quali separare le classi: in particolare durante le ore di biologia, quando alla scuola media si affronta il tema della riproduzione, o di ginnastica. “Ero visto come il terrificante reazionario di turno”, commenta il sociologo, osservando inoltre che l’argomento, generalmente affrontato parlando delle frequenti bocciature dei ragazzi, oggi è sempre meno controverso. Ma è davvero così? Non esistono statistiche ufficiali né, tantomeno, commenti o dichiarazioni da parte della Pubblica Istruzione e delle scuole cattoliche. Tuttavia, un’associazione di genitori come l’Apel [2] spiega che “per un numero crescente di genitori, se esistessero momenti dedicati alla separazione delle classi, si potrebbe tirare un po’ il fiato, specie durante l’adolescenza”.

Negli anni ’70, con la legge Haby, le classi eterogenee diventano la regola in Francia. Isabelle Collet, ricercatrice su tematiche inerenti l’istruzione e le differenze di genere, presso l’Università di Ginevra, spiega che “questa misura si è imposta per ragioni di ordine economico e pratico, non per ragioni pedagogiche. Le classi eterogenee sono state introdotte a prescindere da ogni riflessione ponderata a riguardo. La commistione tra i sessi ha quindi cessato di essere qualcosa di “immorale” ed è improvvisamente diventata “democratica”. Questo cambiamento ha forse portato come per magia all’uguaglianza? Non proprio, se pensiamo all’ampia letteratura scientifica esistente in merito. Alcune ricerche, ad esempio, affermano che i docenti “sollecitano” i ragazzi più delle ragazze, per le quali vi sarebbero delle aspettative più “deboli”. I ragazzi, per natura più agitati, sono spesso anche coloro che vengono maggiormente puniti redarguiti, mentre le ragazze svolgono perfettamente il “mestiere di alunne”. Parallelamente, lo scarto tra i due sessi in relazione ai risultati ottenuti continua ad aumentare, a favore delle ragazze. Pur avendo più diplomate che diplomati (il 41% delle ragazze ha superato la maturità e ha due anni di studi universitari alle spalle, contro il 32% dei ragazzi), nel mondo del lavoro esse ricoprono soltanto il 32% degli incarichi dirigenziali.

Le classi separate sono capaci di cambiare le carte in tavola? Diverse indagini dimostrano che le ragazze ne trarrebbero benefici maggiori rispetto ai ragazzi.

Quali sono gli istituti che propongono le classi miste? La scelta è ampia e diversificata. Nel pubblico, l’unica scuola è la Maison d’éducation de la Légion d’honneur, creata sotto Napoleone. Invece, sul versante privato, si possono trovare istituti che fanno capo ad alcune congregazioni, ma anche prestigiosi istituti parigini tradizionalmente “maschili” – come Stanislas o Saint-Jean-de Passy – dove oggi le classi delle medie inferiori sono separate. Frédéric Gautier, direttore della scuola media Stanislas, riassume così la situazione: “In realtà continuiamo ad essere una scuola maschile che però accoglie anche alcune ragazze. Da noi, la scelta delle classi separate non è legata alla ricerca del profitto, ma si inserisce nell’ambito di una pratica educativa legata all’affettività e alla maturità”. I maschi sono trattati “come maschi”, le femmine “come femmine”, cioè “senza prescindere dalla loro sessualità”.

Nella rete dei Centri Daniélou[3] si accettano soltanto ragazze. Oltre al Centro di Sainte-Marie de Neuilly –fondato nel 1913 da Madeleine Daniélou e primo liceo di Francia a consentire alle ragazze di conseguire la maturità classica -, la scuola media inferiore Charles-Péguy, a Bobigny (nel Dipartimento Seine-Saint-Denis), accoglie giovani cristiane, mussulmane, buddiste o induiste. A Puteaux, la media inferiore Bienheureux-Charles-de-Foucauld ha aperto i battenti nel 2012, proponendo fin dall’inizio classi separate, riscontrando un palese successo. La direttrice, Pascaline Darras, riceve domande cinque o sei volte superiori ai posti disponibili e spiega che “le famiglie provengono generalmente da scuole pubbliche, dove le classi sono fortemente disturbate, specialmente dai ragazzi”.

Secondo quanto evidenziato dalla ricercatrice svizzera, “Sul fronte dei difensori delle classi separate, alcuni sostengono le loro tesi con argomenti ‘essenzialistici’, secondo i quali i ruoli sociali sarebbero predeterminati biologicamente. Altri sostengono, invece, che in un contesto misto ci si scontra in maniera più violenta contro gli stereotipi”. Mentre i primi hanno una visione più tradizionale delle classi separate, i secondi hanno una visione militante e femminista, analogamente a quanto accade negli Stati Uniti, dove la prerogativa dei women’s colleges – università femminili come quella di Wellesley, vicino Boston, frequentata anche da Hillary Clinton - è quella di formare le manager di domani. Isabelle Collet conclude quindi che “in un contesto single sex, le ragazze sviluppano una migliore autostima, ed osano candidarsi per delle facoltà scientifiche. Nelle classi miste, invece, mentre un ragazzo non esita a candidarsi anche se ha un rendimento non brillante, le ragazze tendono a pensare di non potersi presentare se non in possesso di un curriculum eccellente”.


[1] Le due Maisons d'éducation de la Légion d'Honneur (una a Saint Germain en Laye, l'altra a Saint-Denis, entrambe a pochi chilometri da Parigi) accettano, previa selezione, solo le figlie, nipoti o pronipoti di persone decorate con la Legion d'Onore, con medaglie Militari o con l'Ordine al Merito – ndt.

[2] L’Apel è l’unica associazione di genitori di studenti di istituti privati ed è prima in ordine di importanza in Francia con 935.000 aderenti - ndt.

[3] Oggi esistono una dozzina di Centri Daniélou, istituti privati di eccellenza gestiti dalla Comunità apostolica Saint-François-Xavier.

© Caroline Beyer, 2018, Le Figaro