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Cresce la moda dei ristoranti galleggianti

A Dubai è stato inaugurato a febbraio scorso il Salt Bay DXB, il primo servizio di ristorazione take away galleggiante.

Il Salt Bay è un chiosco navigante che offre hamburger, hot dogs, drinks e altri piatti espressi per coloro che si trovano a bordo di uno yacht, su una moto d’acqua o su un surf, a largo dei quartieri chic del lungomare di Dubai, o nelle acque della Palm Lagoon, uno dei celebri complessi di isole artificiali degli Emirati Arabi.

L’obiettivo del progetto è dimostrare che esiste un mercato per i servizi prestati direttamente in mare. Ci siamo accorti che, recentemente, negli Emirati Arabi Uniti si tende, sempre più, a costruire abitazioni galleggianti: noi crediamo che questi nuovi quartieri debbano disporre degli stessi servizi di cui godrebbero sulla terraferma”, ha affermato Ahmed Youssef, uno dei designer dell’Aquatic Architects Design Studio, lo studio di architettura che ha progettato il chiosco.

Comunque, la clientela principale, per ora, è quella di coloro che incrociano nella baia di Dubai a bordo di barche piccole e grandi. Le imbarcazioni minori possono avvicinarsi al chiosco e prelevare i piatti direttamente, mentre gli yacht più grandi possono preordinare via telefono o con segnali attraverso le bandierine di bordo. In questo caso, lo staff porta i piatti al cliente usando una moto d'acqua di servizio.

Quello della gastronomia è un settore in continua evoluzione, tra stili e cibi sempre diversi. Basta guardarsi indietro anche solo di dieci anni, per constatare quanto il panorama sia cambiato. Oggi fioriscono i fast food di pregio, un concetto impensabile negli anni ’90, e i locali che uniscono la cucina ad altri motivi di attrazione, sull’esempio del ristorante Jumbo Floating di Hong Kong, una grande piattaforma galleggiante in stile cinese tradizionale, o le piccole sale cinema di alto livello accompagnate da una sala ristorante, affermatesi soprattutto in Corea e Giappone.

L’idea di realizzare ristoranti sull’acqua attrae molti imprenditori, ma in Italia la procedura amministrativa è più complessa che altrove. Molti, infatti, i ristoratori che hanno dovuto rinunciare ai loro progetti di piattaforme acquatiche perché privi di specifica autorizzazione. Intanto, dopo trent’anni di battaglie legali, saranno messi all’asta quattro barconi rimossi dai Navigli a Milano. Ospitavano bar e ristoranti di grande appeal, ma il Consiglio di Stato, con sentenza definitiva, ha obbligato i gestori a chiudere le attività perché i natanti erano collocati su uno spazio pubblico, da concedersi solo tramite bando di gara.

Anche a Roma, lungo il Tevere, dare in concessione le sponde ai privati per bonificarle con attività commerciali si sta rivelando molto arduo. E mentre molti i progetti italiani restano impigliati nella burocrazia, a Rotterdam, in Olanda, è in arrivo la prima fattoria galleggiante produttrice di latte. L’impianto è in via di costruzione nel porto di Merwehaven e, una volta terminato, ospiterà quaranta mucche capaci di produrre mille litri di latte al giorno, destinati alla distribuzione locale. Una flotta di robot sarà impegnata a raccogliere il letame, per poi essere riutilizzato come fertilizzante, o per generare energia. Un progetto nato per sperimentare nuove forme di agricoltura, che potrebbe essere preso ad esempio anche in altri paesi.

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