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I giovani inglesi pro-Brexit

Probabilmente, sono la categoria che sarà colpita più duramente dalla Brexit, visto che la decisione del Regno Unito di uscire dall’Unione Europea ha gettato il loro futuro professionale in una profonda incertezza. Ma gli studenti della Durham University, considerata come una delle università britanniche più orientate a destra, respingono con decisione le previsioni disastrose che accompagnano il risultato del referendum.

La Durham Union [associazione studentesca di riferimento di quell’università - ndt] ha recentemente discusso la mozione “Questa associazione respinge la Brexit”, mettendo a confronto europeisti convinti quali Lord Adonis e Anna Soubry con politici euroscettici come Peter Lilley e Steven Woolfe. Come era prevedibile, gli europeisti hanno vinto il confronto, con Lord Adonis che twittava messaggi trionfali, sicuro di assistere alla prima di una lunga serie di vittorie nella sua campagna per revocare la Brexit.

Ma il margine di vittoria è stato incredibilmente esiguo: soltanto 105 studenti hanno dichiarato di respingere la Brexit, contro 82 di opinione opposta. Il Telegraph ha deciso di parlare ai giovani Brexiteer [i favorevoli all’uscita] che hanno preso parte al dibattito, per capire come mai tanti studenti hanno votato contro Lord Adonis e Anna Soubry e per quale motivo tanti appaiono così orgogliosamente ottimisti circa il futuro del Regno Unito al di fuori dell’Unione Europea.

Tom Harwood, 21 anni, studente di Durham al terzo anno di Scienze politiche, ha detto che i consensi si sono spostati a favore della Brexit grazie agli appassionati discorsi degli studenti euroscettici. “Sono i discorsi che hanno maggiormente influenzato i partecipanti al dibattito”, ha detto. “Hanno sostenuto che le previsioni economiche degli europeisti sono sostanzialmente errate e hanno messo in evidenza l’importanza della sovranità nazionale. Io ho lavorato per la Brexit, ho partecipato a numerosi dibattiti nelle università e ho notato che, per convincere la gente, devi mostrare la tua passione”.

Si è rammaricato del fatto che gli studenti siano spesso in disaccordo, “a prescindere”, con le opinioni degli interlocutori ad essi sgraditi, senza neppure ascoltare i loro argomenti, come dimostrato dall’esempio di Nigel Farage [primo fautore della Brexit ed ex capo dell’Ukip].

Esiste poi il pregiudizio secondo cui i sostenitori della Brexit sarebbero razzisti. Ma la questione è stata notevolmente ridimensionata quando Steve Woolfe [ex parlamentare europeo dell’Ukip] ha accennato alle sue origini razziali “miste”.

Anche se le opinioni di Lord Adonis e Anna Soubry hanno prevalso, Harwood ha etichettato come una “totale presa in giro” la campagna che mira a sovvertire il risultato della Brexit. “È apparso alquanto ipocrita che un Lord, non eletto, sostenga che i cittadini abbiano commesso un errore e che dovrebbero votare di nuovo… A Durham, il referendum ha spinto per la prima volta diversi elettori a recarsi alle urne, dopo trenta o quarant’anni di astensione volontaria”.

“Hanno capito che quella era l’unica possibilità che avevano per esprimere la propria opinione. Sarebbe meschino, ora, cercare di rovesciare quella scelta”.

A proposito delle preoccupazioni circa gli effetti della Brexit sul futuro lavorativo dei giovani britannici – la fine della libera circolazione delle persone potrebbe rendere più difficile per loro la possibilità di lavorare negli Stati UE – Harwood ha replicato che “è tempo che gli studenti allarghino i propri orizzonti”.

“La Gran Bretagna ha la possibilità di divenire qualcosa di più che un semplice attore locale sullo scacchiere internazionale”, ha aggiunto. “Nessuno sta mettendo in dubbio il diritto dei cittadini britannici di lavorare in Europa. E poi, perché non guardare oltre l’Europa? L’estate scorsa, io ho lavorato in America”.

È paternalistico sostenere che la gente non fosse consapevole dell’importanza del voto

Nathan Cinnamond, 19 anni, studente di Fisica, ha detto che parte del pubblico è stata delusa dal tono paternalistico che la Soubry ha tenuto durante il dibattito. “La gente”, secondo lo studente, “è stata conquistata da James Delingpole [il moderatore, di centrodestra] per la sua capacità di coinvolgere il pubblico”.

“Al contrario, appena la Soubry ha incominciato il suo intervento, abbiamo immediatamente capito perché sia così invisa a tanti suoi colleghi del partito Conservatore. Non ha fatto altro che lamentarsi… In tono paternalistico, ha sempre replicato alle ragioni opposte dicendo che la gente non sapeva perché andava a votare e che non comprendeva le implicazioni del voto. È un’idea trita e piuttosto arrogante”. Per lo meno, secondo lo studente, la Soubry ha esplicitamente escluso la possibilità di un secondo referendum finalizzato a rovesciare la Brexit. Non era di quest’avviso, invece, Lord Adonis.

“Anche se non direttamente, Lord Adonis ha sostenuto la necessità di un secondo referendum. Ma un conto è essere favorevoli all’appartenenza all’Unione Europea, altro è invece sostenere una seconda, logorante, votazione. Non penso che la gente desideri tornare alle urne”.

Cinnamond, responsabile politico della Durham University Conservative Association [associazione universitaria di area conservatrice], ha affermato di aver votato Leave perché crede fermamente che il Regno Unito abbia bisogno di recuperare la sovranità nazionale e sostiene che sia oggi di assoluta importanza, per il governo, tenere fede alla promessa di “riprendere il controllo del proprio territorio”. “Non voglio lavorare o studiare in un Paese governato da Bruxelles”, ha detto. “Voglio che il potere di legiferare sia restituito alla Gran Bretagna, al nostro parlamento, e non avere più a che fare con i provvedimenti inutili e moraleggianti presi a Bruxelles”.

“Ho partecipato al dibattito, ero favorevole alla Ue, ma ho cambiato idea”

Jack Perry, 18 anni, studente di Filosofia, Politica ed Economia sostiene di aver partecipato al dibattito da convinto europeista, ma, alla fine, ritiene di non poter disapprovare la Brexit. “Mi ha sorpreso ascoltare discorsi così ben argomentati a favore della Brexit. Non so se si tratti di interventi attraverso cui la gente tenta di ‘razionalizzare’ quanto è accaduto, o se stia davvero emergendo l’idea, sempre più forte, che la scelta di uscire dall’Unione Europea non sia stata poi un errore così grande”.

Perry ha detto di aver apprezzato il discorso di Anna Soubry, ma di aver trovato le sue argomentazioni contraddittorie. “Anna sostiene la necessità di riprendere il dibattito e di dare la parola ai giovani, ma di non essere favorevole a un nuovo referendum”.

“Alla fine, sono stato convinto dall’argomento economico. Ci è stato detto, prima del referendum, che la Brexit sarebbe stata un disastro per l’economia britannica… ma la catastrofe annunciata non si è verificata”.

Perry ha aggiunto di non essere favorevole a un secondo referendum, poiché è più importante che la politica riesca a raggiungere un buon accordo, piuttosto che provare a rovesciare un voto democratico. “Non possiamo voltarci indietro e pentirci della nostra decisione. è stato un momento che ha diviso la politica del nostro Paese. Le discussioni sull’eventualità di un secondo referendum dipendono, in parte, dal fatto che continuiamo a contrapporre le stesse ragioni e gli stessi problemi. Quindi, alla fine del dibattito, non ho potuto dichiarare di respingere il risultato del referendum”.

La contea di Durham, così come la gran parte del Nord-Est del Regno Unito, ha votato a favore della Brexit con un ampio margine di voti, il 57%.

© Telegraph Media Group Limited (2018)