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I reati finanziari nei confronti degli anziani vanno fermati

Nel 2006, Philip Marshall dovette prendere una decisione sofferta: scegliere se denunciare suo padre per abuso nei confronti della propria nonna, o meno. Philip decise di agire e ciò portò alla ribalta quello che forse resta il caso di raggiro verso una persona anziana ai più alti livelli sociali mai avvenuto finora. Alla fine, Anthony Marshall fu dichiarato colpevole di truffa nei confronti di sua madre, la filantropa Brooke Astor[1].

I milioni di dollari coinvolti nel caso Astor non capitano tutti i giorni, mentre l’abuso finanziario nei confronti degli anziani è purtroppo molto frequente. Il rafforzamento della condivisione dei dati tra le istituzioni finanziarie, unito a misure specifiche contro la frode finanziaria, potrebbero sradicare la piaga delle truffe nei confronti dei nostri concittadini più vulnerabili.

Ora che la durata media della vita degli americani è aumentata, sempre più persone soffrono di problemi cognitivi che li espongono al rischio di subire una frode finanziaria. Entro il 2030, il 20% della popolazione avrà superato i 65 anni. Circa il 12% delle persone soffre di lievi deficit cognitivi e forme iniziali di demenza, nella fascia di età 70-74 anni, ma tra gli over 85 la percentuale sale al 64%.

Chi è affetto da lievi deficit cognitivi si ritrova ad affrontare due tipi di rischio causati dalle persone che interagiscono con lui / lei: lo sfruttamento finanziario e la truffa vera e propria. L’abuso finanziario comprende l’incasso di assegni senza permesso, la falsificazione delle firme o l’uso improprio dei poteri dati dal ruolo di tutore o custode legale, o dalla procura legale. La truffa consiste nell’inganno mediante promesse di beni, servizi o benefici finanziari che potrebbero non esistere. Negli Stati Uniti, le stime sulla portata di questo tipo di reati variano considerevolmente - dai 3 ai 36 miliardi di dollari l’anno - ma, indipendentemente dal totale, il problema continuerà a crescere finché non saranno intraprese misure per combatterlo.

Le banche e le altre istituzioni finanziarie possono aiutare a prevenire il crimine finanziario contro gli anziani, quale che sia il loro reddito o patrimonio, cominciando col diventarne esse stesse più consapevoli. Le banche dovrebbero incoraggiare i loro clienti a prepararsi in anticipo in vista del loro probabile decremento delle capacità mentali, nominando alcune persone fidate cui rivolgersi in caso d’emergenza, istituendo una procura per le questioni finanziarie e ricorrendo a un consulente finanziario.

Le banche possono consentire l’accesso senza operatività ai conti di deposito, il che permette alle persone di fiducia o ai consulenti finanziari di controllare entrate e uscite e di intercettare eventuali attività sospette. Inoltre, le banche dovrebbero prendere l’abitudine di riferire le attività sospette al FinCEN, la rete di Controllo dei Crimini finanziari del Dipartimento del Tesoro e dovrebbero aiutare i servizi sociali e gli inquirenti a indagare sui responsabili di questi crimini, affinché siano perseguiti penalmente.

Comprensibilmente, le istituzioni finanziarie possono essere riluttanti a tracciare i trasferimenti e i depositi sospetti realizzati per via elettronica, perché la legge le obbliga a non ostacolare questi processi. Inoltre, le leggi sulla privacy, sia federali che dei singoli stati, possono dissuaderle dal condividere con altre istituzioni le informazioni sulle attività potenzialmente sospette.

Eppure, non c’è motivo per tergiversare. Quando si sospetta un caso di truffa o sfruttamento finanziario nei confronti di un anziano, le banche e le altre istituzioni sono libere di condividere i dati personali del cliente con gli investigatori, a tutti i livelli (locale, statale, federale) nel rispetto delle leggi sulla privacy, secondo le linee guida emesse dalle autorità bancarie e di sicurezza nel 2013. In quel periodo, fu creato uno specifico controllo sui reati di sfruttamento finanziario ai danni degli anziani. Tale monitoraggio si aggiungeva al sistema federale di controllo sui reati finanziari che collega le istituzioni finanziarie con gli inquirenti (la Federal Reserve di Filadelfia ha istituito di recente il Consumer Finance Institute, che indaga sugli abusi finanziari che colpiscono gli anziani).

Tuttavia, resta sempre necessaria una regolamentazione che chiarisca e faciliti la condivisione delle informazioni tra le stesse banche. I legislatori del Congresso e le assemblee dei singoli stati dovrebbero dare alle istituzioni finanziarie il permesso esplicito di ritardare le transazioni sospette e riferirle ad altre istituzioni. Dovrebbero anche chiedere che tutti i casi di truffa o di abuso finanziario siano inseriti in un database su scala nazionale. Questo provvedimento aiuterebbe il governo federale a misurare la portata e la gravità dell’abuso finanziario nei confronti degli anziani, rafforzando l’impegno urgente su scala nazionale per porre finalmente fine a questo fenomeno.

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L'autore dell'articolo, Patrick Harker, è presidente e amministratore delegato della Federal Reserve di Filadelfia.


[1] Brooke Astor aveva sposato Vincent Astor, discendente diretto di John Jacob Astor (1763-1848), il primo multimilionario della storia americana e uno degli uomini più ricchi del mondo. La dinastia Astor ha avuto, e in parte ha ancora, un grande prestigio economico e sociale negli Stati Uniti e nel Regno Unito (ndT).

© 2018, Bloomberg