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I rischi dell’automedicazione

I farmaci da banco possono rivelarsi inefficaci nel trattamento dei disturbi minori

I medicinali esenti dall’obbligo di prescrizione medica sono i più utilizzati contro il raffreddore, il mal di gola, l’influenza o i problemi intestinali. Solo pochi fra questi, però, sarebbero davvero efficaci e innocui per la salute.

È  quanto rivela la rivista 60 Millions de consommateurs (60 milioni di consumatori), in uno studio condotto in collaborazione con il professor Jean-Paul Giroud, farmacologo e membro dell’Accademia di medicina, e con Hélène Berthelot, farmacista, nel quale sono stati analizzati oltre sessanta farmaci di automedicazione, scelti fra i più venduti.

Secondo il mensile, quasi la metà dei medicinali considerati dovrebbe essere vietata, perché il loro utilizzo comporta, potenzialmente, più rischi che benefici. Ventuno medicinali sono stati classificati come “ammissibili”, ciò significa che “la loro efficacia è debole o non accertata”, precisa la rivista, “ma generalmente sono ben tollerati”. Infine, tredici risultano effettivamente raccomandabili. Tra i farmaci “da vietare” troviamo prodotti contro il raffreddore come Actifed raffreddore giorno e notte, Dolirhume paracetamolo e pseudoefedrina, o ancora RhinAdvil raffreddore ibuprofene / pseudoefedrina, perché contengono principi attivi spesso inutili e a volte pericolosi. Per esempio, la pseudoefedrina è presente in tutti i farmaci nominati. Si tratta di un potente vasocostrittore che restringe la dimensione dei vasi sanguigni delle cavità nasali. “Ma la vasocostrizione non avviene solo nel naso, bensì in tutto il corpo, e specialmente negli organi sensibili come le vene cardiache o quelle del cervello”, precisa il professor François Chast, farmacista ospedaliero presso l’ospedale Necker di Parigi. In rarissimi casi, questo può provocare un ictus o un infarto.

Altri principi attivi presenti in trattamenti contro il raffreddore e messi sotto accusa sono gli antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’ibuprofene. “Nelle donne in stato di gravidanza, queste sostanze espongono il feto a diversi pericoli, fra i quali le malformazioni cardiache”, spiega il professor Chast.

Infine, gli antistaminici presenti in alcuni farmaci per la cura del raffreddore sono degli antiallergici, quindi sostanze che nulla possono contro tale patologia, in quanto si tratta di un’infezione di origine virale. Allo stesso modo, la rivista mette sotto accusa un certo numero di medicinali contro la tosse, in particolare quella secca. L’unica molecola efficace nel trattamento dei sintomi della tosse secca è il destrometorfano. Ebbene, dal luglio del 2017 è vietato venderlo senza prescrizione medica, perché può essere destinato a un uso improprio: viene usato infatti per creare il purple drunk, un cocktail di droga diffuso fra gli adolescenti. Sul mercato non restano allora che prodotti “da vietare” oppure “con efficacia limitata”.

Infine, la rivista ha classificato come “ammissibili” i trattamenti omeopatici studiati, perché nessuno di essi si è dimostrato nocivo – ma nemmeno efficace – per l’uomo. “Il problema è che l’assunzione di questi prodotti può ritardare il ricorso a farmaci realmente utili, e allontanare il paziente da un percorso terapeutico adeguato”, sottolinea il professor Chast. A tal proposito, nel 2015, il professor Alain Baumelou, ex presidente del gruppo di studio sull’automedicazione presso l’Agenzia del farmaco, raccomandava ai pazienti di seguire poche semplici regole, e in particolare di “non esitare a chiedere consiglio al proprio farmacista”.

© Cécile Thibert Franc e Aurélie Franc, 2017, Le Figaro