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Il sindaco di Londra deve affrontare il problema della criminalità

Due anni or sono, Sadiq Kahn vinse le elezioni, diventando sindaco di Londra, anche grazie alla sua promessa di mettere il problema della criminalità cittadina in cima alla sua agenda. Dopo gli ultimi due recenti omicidi, quella promessa appare oggi quanto mai inconsistente, visto che da inizio anno Londra ha cumulato ben 39 assassinii, superando New York in questa poco invidiabile classifica.

Ma soprattutto, mr. Kahn sembra come congelato in uno stato di paralisi gestionale. La città di cui è a capo si trova di fronte ad una vera ondata di violenza e il sindaco non trova di meglio che diramare comunicati nei quali si dice preoccupato ma accusa altri soggetti per ciò che sta accadendo.

Il sindaco appare bloccato dalla pseudo-strategia adottata da tutti quei politici i quali credono che il farsi belli con un po’ di retorica sia più importante che affrontare davvero i problemi innanzi a loro.

Il sindaco ha dichiarato che vuole “rendere Londra più sicura”, ma allo stesso tempo spinge la polizia ad occuparsi soprattutto dei reati a sfondo razziale, sessista o politico (hate crimes), invitandola ad evitare l’uso “non strettamente necessario di controlli e perquisizioni”.

A nostro parere, l’intera politica della sicurezza cittadina è sbagliata. La polizia dedica troppa attenzione a reati non gravi che riguardano alcune minoranze, trascurando situazioni ben più gravi, in un quadro di crescente violenza e di diffusa illegalità nelle strade.

Limitare i controlli e le perquisizioni – una scelta che anche Theresa May adottò quando era ministro degli Interni – è un errore conclamato. La signora Cressida Dick, responsabile da un anno della polizia municipale di Londra, ha affermato che la riduzione dell’attività di controllo ha determinato un incremento nelle aggressioni violente ed ha quindi promesso di tornare ad adeguati livelli di prevenzione. Eppure, la polizia ha ancora la sensazione di non avere le spalle coperte da parte del mondo politico.

Il sindaco ha detto che i controlli e le perquisizioni devono essere “condotti con intelligenza”, il che equivale a sminuire il problema. La sua preoccupazione è che una ripresa dell’attività preventiva possa creare problemi in quelle comunità etniche nelle quali è più probabile che aumentino i controlli. Ma la maggior parte delle vittime di violenze e omicidi vive proprio in quelle stesse comunità…

Al sindaco spetta il compito di indicare le direttive politiche al corpo di polizia municipale e il suo più recente documento in tal senso mostra un’immagine di mr. Kahn su cui campeggia lo slogan “Una città più sicura per tutti i londinesi”. Nell’introduzione al documento così scrive il sindaco: “La sicurezza è la mia priorità e il fattore cruciale affinché Londra riscuota successo come città da visitare e nella quale convenga vivere, lavorare e concludere affari”.

Essendo una grande metropoli con milioni di turisti ogni anno, Londra ha molto da perdere se inizia ad essere considerata come città pericolosa, anche se la maggior parte dei crimini avviene lontano dalle zone centrali. Il sindaco, il capo della polizia e il governo non devono permettere che ciò accada.

© Telegraph Media Group Limited (2018)