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Il trend dei grattacieli a livello mondiale

Secondo uno studio a cura del centro studi americano Council on Tall Buildings and Urban Habitat (CTBUH), il 2017 è stato l’anno in cui si è costruito il maggior numero di grattacieli nel tempo più breve e nello spazio più ridotto.

Stando ai dati del CTBUH, che prende in considerazione solo gli edifici sopra i 200 metri, nell’anno scorso sono stati costruiti 144 nuovi grattacieli in tutto il mondo, di cui 15 raggiungono o superano i 300 metri di altezza. Tuttavia, la maggior parte non si trova più negli Stati Uniti, o a Dubai - dove nel 2008 è stato eretto il gigante di 830 metri Burj Khalifa, ad oggi la struttura più alta del mondo -, bensì in Cina.

La ricerca del CTBUH riporta che i 76 grattacieli costruiti in Cina nel 2017 sono alti mediamente poco meno di 250 metri. Metà della produzione annuale di colossi in cemento armato spetta quindi al Regno di Mezzo, che così sta diventando il “regno dell'altitudine”: per esempio, a Shenzhen, città di 12,5 milioni di abitanti, è stato inaugurato il Ping An International Finance Center che, con i suoi 599 metri, è il secondo edificio più alto del paese. La metropoli cinese ha visto ultimare 11 grattacieli nel corso dell’ultimo anno; stesso discorso a Shanghai, Pechino o Guangzhou.

D'altronde, sono nove anni che la Cina detiene il record mondiale nella costruzione di grattacieli, nonostante i prezzi medi degli affitti siano calati del 25% in questo arco di tempo. Peraltro, grazie alle nuove tecniche edili, i grattacieli continueranno a diffondersi non solo per scopi commerciali ma anche per usi residenziali. Chongqing, la maggiore città della Cina sud-occidentale (7,5 milioni di abitanti), sta per ottenere il record mondiale del più grande grattacielo orizzontale (!), una struttura lunga trecento metri e alta oltre duecentocinquanta, provvista di abitazioni, negozi, uffici, mezzi di trasporto interno e parchi pubblici. La nuova tendenza urbana ha l’ambizione di tutelare anche l’ambiente, riducendo l’inquinamento del trasporto terrestre. Città come Hong Kong e Bankok stanno costruendo arditi passaggi di collegamento incrociato e su più livelli tra strade, edifici e metropolitane.

È curioso pensare che dopo l’attentato alle Torri gemelle di New York, in cui persero la vita quasi tremila persone, un coro di voci autorevoli decretò la fine di questi colossi dell’architettura globale. Delle venti strutture più alte del mondo, tredici sono state costruite proprio dopo l’attentato. Sta dunque nascendo un nuovo modo di concepire la città, ma anche una sfida tecnologica all’insegna dell’estetica, dei sistemi di sicurezza e di vigilanza, per garantire stabilità ed efficienza a strutture molto complesse da costruire e da gestire. Il Nuovo World Trade Center a New York è diventato simbolo di una metropoli che ha saputo rialzarsi: il suo edificio principale è la Freedom Tower, il sesto grattacielo più alto del mondo, con ascensori velocissimi che in sessanta secondi conducono i visitatori all’ultimo piano, per offrire una vista mozzafiato.

Negli Emirati Arabi, invece, non sempre la realizzazione dei grattacieli segue parametri di efficienza gestionale e razionalità economica. Secondo uno studio del Council on Tall Buildings and Urban Habitat, i diciannove grattacieli più alti del paese hanno in media il 19% di altezza inutilizzabile, progettata solo per motivi estetici, al solo scopo di aggiudicarsi un qualche primato di altezza e spuntare maggiori prezzi di vendita a metro quadro.

Un ingegnere italiano, che vuole mantenere l'anonimato e che lavora nel settore edile in diversi paesi arabi, ci ha confermato che la qualità costruttiva dei grattacieli realizzati nell'area del Golfo Persico lascia spesso a desiderare. A suo giudizio, prevale la ricerca dell'effetto estetico rispetto all'attenzione per la solidità dei materiali, la qualità degli impianti tecnici, il disegno della logistica interna.

Sul versante opposto, spicca l'esempio virtuoso di Milano, dove i nuovi grattacieli di Allianz, Unicredit, Bnp Parisbas, Generali e Regione Lombardia hanno altezze certamente meno importanti, ma eccellono a livello mondiale per design, qualità costruttiva e sostenibilità ambientale. In particolare, su quest'ultimo versante sarà riferimento internazionale il progetto di Daniel Libeskind per la futura sede della PwC (175 metri in altezza): la struttura, gli impianti e le tecnologie sono stati progettati per minimizzare i consumi energetici ed idrici, e per massimizzare il comfort ambientale delle tremila persone che vi lavoreranno.

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