I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.
Logo 01
Content
Top

L’aria inquinata danneggia di più le persone con il sangue del gruppo A, B o AB

Secondo una recente ricerca scientifica, nei periodi di alto inquinamento atmosferico, le persone con gruppo sanguigno A, B o AB hanno maggiori probabilità di subire attacchi cardiaci o avere dolori al torace, rispetto a coloro che appartengono al gruppo O (talora erroneamente chiamato “zero” – NdT).

I ricercatori suggeriscono alle persone appartenenti a tali gruppi di restare in casa, evitando l’inquinamento esterno, minimizzando il rischio cui incorrono coloro che hanno criticità cardiache, quali, ad esempio, le patologie alle coronarie.

Il mondo scientifico già sapeva da qualche tempo che l’inquinamento atmosferico aumenta il rischio di attacco cardiaco, ma è la prima volta che tale rischio viene collegato al gruppo sanguigno.

Attraverso un’analisi dei dati clinici degli ultimi 14 anni relativi ai pazienti dell’Intermountain Medical Center Heart Institute nello Utah (Usa), si è scoperto che il rischio di attacco cardiaco o di dolore toracico raddoppia quando persone dei gruppi A, B o AB sono esposte ad alti livelli di inquinamento atmosferico. Ben diversamente, le persone del gruppo O hanno registrato un aumento di rischio solo del 40%.

Il dottor Benjamin Horne, epidemiologo e capo del gruppo di ricerca presso l’istituto americano, ha affermato che “la correlazione tra attacchi cardiaci e inquinamento atmosferico in pazienti con gruppo diverso da O non deve suscitare eccessivi allarmismi, ma è qualcosa di cui essere ben consapevoli”.

“Nelle informazioni che diamo ai nostri pazienti circa la questione dell’aria inquinata, sottolineiamo che è in loro potere fare qualcosa per ridurre i rischi del caso: restare in casa, protetti dall’inquinamento. Se occorre fare esercizio fisico, meglio stare dentro strutture chiuse”.

Si ritiene che nel Regno Unito l’inquinamento atmosferico contribuisca in qualche misura a circa 40mila decessi l’anno, secondo una ricerca congiunta del Royal College of Phisicians e del Royal College of Pediatric and Child Health (realizzata nel 2016 – NdT).

Una recente indagine dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha evidenziato che ben 44 città inglesi contravvengono ai parametri di qualità dell’aria fissati dalla stessa OMS, con livelli di particolato atmosferico così elevati da determinare 6 milioni di giorni-malattia ogni anno.

Generalmente, si ritiene che il livello di inquinamento tollerabile non debba superare, per ogni metro cubo d’aria, i 20 microgrammi di PM2.5 (il particolato fine, in grado di penetrare a fondo nei polmoni), ma durante i periodi critici, il livello di PM2.5 può arrivare a 60 microgrammi per metro cubo. A Londra, si è raggiunta quota 197.

Lo studio americano ha rilevato che per ogni 10 microgrammi aggiuntivi oltre la soglia di 20, il rischio per coloro che appartengono ai gruppi A, B o AB aumenta del 25%, ma solo del 10% per chi ha sangue del gruppo O.

Circa il 55% della popolazione* appartiene ai gruppi A, B o AB, e si ritiene che il loro maggior rischio derivi dal fatto che il loro sangue contiene una maggior quantità di fattori coagulanti.

Lo studio è stato presentato il 14 novembre 2017 al congresso annuale dell’American Heart Association (American Heart Association Scientific Sessions), svoltosi ad Anaheim, California.

© Telegraph Media Group Limited (2017)