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L’intelligenza artificiale IBM è più convincente di un essere umano

Le macchine dotate di intelligenza artificiale (AI) hanno dimostrato di essere abili nel confrontarsi con alcuni tra i passatempi preferiti delle persone in carne e ossa, dagli scacchi fino a giochi da tavolo molto complessi come il Go[1].

Adesso, la IBM ha sviluppato un robot in grado di affrontare gli esseri umani in discussioni che trattano tematiche come il futuro della medicina o l’importanza dell’educazione fisica.

Il 18 giugno 2018, la IBM ha presentato al pubblico il “Debater”, un robot che ha sfidato una squadra composta da due specialisti di dibattiti dal vivo, uno dei quali era il campione nazionale israeliano del 2016. Nel corso di due brevi discussioni, il robot ha difeso le proprie posizioni e, in alcuni momenti, ha mostrato anche un certo stile. È persino riuscito a convincere alcune delle persone tra il pubblico a cambiare la loro opinione iniziale.

“C’è molto in gioco, quest’oggi”, ha dichiarato l’automa in apertura del confronto in cui doveva parlare a favore dell’aumento dell’uso della telemedicina nella società, aggiungendo poi: “in particolare per me”. Più avanti, nel corso della discussione, il robot si è lamentato di non poter affermare che la situazione gli faceva ribollire il sangue perché – ha detto – “io non ho sangue”.

A parte le battute, una macchina in grado di valutare e mettere alla prova i ragionamenti umani ha evidenti applicazioni nel mondo reale. Gli avvocati potrebbero usarla per cercare le argomentazioni più adatte tra migliaia di casi precedenti; gli amministratori delegati potrebbero testare le loro idee in merito alla strategia da far adottare alla compagnia, in modo da rafforzarne i vari punti prima di presentarla al consiglio d’amministrazione; gli insegnanti potrebbero impiegarla su larga scala per aiutare gli studenti a sviluppare il pensiero critico, senza essere costretti a testarli singolarmente, uno per uno.

“È ovvio come uno strumento del genere sia utile in tutte le occasioni in cui è necessario prendere delle decisioni”, ha dichiarato Ranit Aharonov, il direttore del team che si occupa delle tecnologie del dibattito alla IBM, nella città di Haifa (Israele).

L’IBM non è nuova nell’uso di trovate pubblicitarie mirate a creare un alone di interesse intorno alle proprie innovazioni tecnologiche. Il robot oratore presentato a San Francisco non è ancora stato sviluppato commercialmente, ma già in un’altra occasione la compagnia aveva portato l’intelligenza artificiale nel mondo reale. Nel 2011, fece partecipare un altro suo progetto di tecnologia AI, denominato “Watson”, al quiz televisivo Jeopardy: il robot ottenne la vittoria nel programma tv, ma la IBM finora non ha mai rivelato con precisione quale sia stato il ritorno economico di questa partecipazione.

Il progetto “Debater” funziona combinando algoritmi multipli e tecniche di intelligenza artificiale che la IBM Research ha esposto dettagliatamente in vari saggi accademici pubblicati negli ultimi anni. Una volta assegnato un argomento, il computer scansiona un database contenente milioni di articoli giornalistici e scientifici, tra cui, per mezzo di un algoritmo, stabilisce quali siano i frammenti di testo più rilevanti e “argomentativi”. Un altro algoritmo elimina le ripetizioni. Nel corso della discussione, un sistema di riconoscimento vocale ascolta l’avversario e aggiunge un ulteriore livello di controllo, per evitare sbagli causati da errori di comprensione del robot. I ricercatori sostengono che il progetto “Debater” possa riuscire ad affrontare un qualsiasi argomento di discussione, indipendentemente dal fatto che sia stato preparato o meno.

Nel corso del dibattito svoltosi presso gli uffici IBM di San Francisco, il robot si è espresso in modo chiaro, ha usato una grammatica corretta, ha fornito interessanti spunti di riflessione e ha saputo rispondere alle obiezioni poste dal suo avversario umano. Grazie alle sue argomentazioni, ha fatto cambiare opinione a nove membri dell’uditorio, che in precedenza si erano dichiarati contrari all’incremento dell’uso della telemedicina.

In occasione di questo dibattito e di un altro precedente, sul tema dell’opportunità del sostegno governativo alle esplorazioni spaziali, il pubblico, composto per la maggior parte da giornalisti e analisti, ha valutato la prestazione del robot migliore di quella dei relatori umani sotto l’aspetto dell’arricchimento della loro conoscenza. Tuttavia, i relatori umani si sono distinti dal punto di vista espositivo, forse perché il modo di parlare del robot suonava un po’… meccanico.

I buffi commenti autoreferenziali, come “io non ho sangue”, erano voluti e impostati intenzionalmente, ha dichiarato Aharonov. “Abbiamo riflettuto sul tipo di immagine da dare a questo progetto e abbiamo cercato di rendere evidente che si tratta di un computer”. Va ricordato che, recentemente, Google è stato criticato perché ha fatto passare un operatore automatico di assistenza telefonica per una persona in carne e ossa.

Nel 2012, quando il progetto IBM ha avuto inizio, il robot non era dotato delle buone maniere di cui ha fatto sfoggio lunedì scorso. Secondo quanto raccontano i ricercatori, durante un precedente dibattito incentrato sul tema dell’educazione fisica, il Debater ha tirato in ballo più volte la questione dell’educazione sessuale. In un’altra occasione, in cui l’argomento della discussione era la pornografia, ha cominciato a divagare parlando di procreazione e accennando anche al fatto che – in quanto robot – non avrebbe potuto avere figli.

“A volte fa delle battute nel momento sbagliato”, ha commentato Noam Slonim, uno dei coordinatori di questo progetto di ricerca.

 

[1] Il “Go” è un gioco su scacchiera che si ritiene sia nato circa 2500 anni fa in Cina - ndr

© 2018, Bloomberg