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L’invasione di Giulio Cesare in Britannia: ora ci sono le prove archeologiche

La prima invasione romana della Britannia ad opera di Giulio Cesare nel 55 a.C. è un fatto storico acclarato: Tacito, Cicerone e lo stesso Cesare ce l’hanno raccontata con dovizia di particolari.

Eppure, nonostante l’imponente dispiegamento di legionari sbarcati da 800 navi, non erano mai state trovate prove archeologiche dell’attacco, né tracce degli accampamenti.

Ma ora, uno scavo realizzato nelle fasi preliminari della costruzione di una strada nel Kent ha scoperto, per caso, quella che si ritiene essere la prima prova sicura dell’invasione.

Gli archeologi dell’Università di Leicester e il Kent County Council hanno scoperto tracce di una trincea difensiva e una punta di giavellotto a Ebbsfleet, un villaggio sulla penisola di Thanet (la penisola, che in passato era un’isola, si trova nell’estremità sud orientale del Kent – NdT).

La forma della trincea di Ebbsfleet è simile a quella delle trincee romane di Alésia in Francia, dove nel 52 a.C. si svolse una battaglia decisiva della guerra gallica.

Gli esperti hanno anche scoperto che la vicina baia di Pegwell è l’unico golfo nella zona che avrebbe potuto ospitare una flotta così grande: la topografia della baia rispecchia le osservazioni fatte da Cesare sul luogo in cui attraccò la sua flotta.

Andrew Fitzpatrick, ricercatore associato del Dipartimento di Archeologia e Storia antica dell’Università di Leicester ha dichiarato: “Cesare racconta che le navi gettarono l’ancora in un tratto di costa pianeggiante e aperto, e che furono danneggiate da una forte tempesta. La descrizione è compatibile con quella della baia di Pegwell, che attualmente è la più grande fra quelle della costa del Kent orientale.

“La baia è grande abbastanza da aver consentito all’intero esercito romano di sbarcare in un solo giorno, come racconta Cesare. Le 800 navi, anche se fossero sbarcate in più ondate, avrebbero comunque avuto bisogno di un fronte a terra ampio uno o due chilometri.

“Cesare descrive, inoltre, il modo in cui i Britanni si schierarono per opporsi allo sbarco e racconta che, sorpresi dalle dimensioni della flotta, questi ultimi si rifugiarono su un’altura, la cui descrizione è compatibile con quella della penisola di Thanet vicino a Ramsgate”.

Thanet non era stata finora presa in considerazione come possibile sito dello sbarco, perché, fino al Medioevo, era un’isola, separata dalla terraferma dal canale di Wantsum. La maggior parte degli storici aveva ipotizzato che lo sbarco potesse essere avvenuto a Deal, a sud della baia di Pegwell, ma gli esperti ritengono che il canale di Wantsum non sia stato difficile da superare per le forze dell’esercito romano.

Il sito archeologico di Ebbsfleet è attualmente situato nell’entroterra, ma all’epoca dell’invasione si trovava molto più vicino alla costa. La trincea è larga circa tra i 4 e i 5 metri ed è profonda 2 metri: i frammenti di vasellame e l’analisi al carbonio-14 la datano al primo secolo a.C..

La forma, le dimensioni e la datazione della trincea di Ebbsfleet, nonché la presenza di armi in ferro tra cui un giavellotto (pilum) di epoca romana, suggeriscono che il sito di Ebbsfleet fosse una base romana nel primo secolo a.C..

Questa nuova prova archeologica contrasta con la posizione a lungo sostenuta dagli storici secondo la quale l’invasione fu un fallimento, perché Cesare ritornò in Francia senza portarla a termine.

Il professor Colin Haselgrove, dell’Università di Leicester e principale esperto del progetto, spiega: “pare plausibile che i trattati stipulati da Cesare formarono le basi per le alleanze tra Roma e le famiglie regnanti dei Britanni. In seguito, le case reali presenti nella parte sudorientale del paese diventarono fiduciarie locali del governo di Roma. Un secolo più tardi, nel 43 d.C., l’imperatore Claudio invase (nuovamente) la Britannia. La conquista della parte sudorientale del paese, a quanto sembra, fu rapida, probabilmente perché i re della regione erano già alleati di Roma.

“Fu l’inizio dell’occupazione romana permanente della Britannia, che si estese al Galles e a parte della Scozia, e durò per quasi 4 secoli: questo suggerisce che Claudio abbia raccolto l’eredità di Cesare”.

I risultati delle ricerche sono stati trasmessi per la prima volta il 29 novembre 2017, sul canale BBC Four. Il sito di Ebbsfleet compare nella seconda puntata della serie “Digging For Britain*”, dedicata alla parte orientale del paese.

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*Disponibile online su: www.bbc.co.uk/programmes/b014hl0d/episodes/player (accesso riservato ai residenti nel Regno Unito - NdT)

© Telegraph Media Group Limited (2017)