I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.
Logo 01
Content
Top

La felicità sta a destra…

  • Le persone le cui convinzioni politiche tendono ad essere conservatrici trovano un maggiore senso e scopo nella propria vita rispetto a chi è su posizioni di sinistra.
  • Particolarmente significativa, a quanto pare, è la tendenza a rispettare i valori della famiglia tradizionale.

La follia del mondo di oggi lascia addosso un misto di stupore e di disperazione. Viene da chiedersi perché, quale sia lo spirito che anima i partiti e come la pensano i loro sostenitori, in particolare quelli di cui non condividiamo le posizioni. La psicologia può dare alcune risposte a queste domande, che travalicano i contenuti meramente politici: gli studiosi di questa disciplina, infatti, cercano di comprendere, andando oltre i confini della politica tout court, il pensiero e i sentimenti di chi si definisce conservatore, progressista, di destra o di sinistra.

Un team di psicologi, guidato da David Newman e Norbert Schwarz della University of Southern California, a Los Angeles, ha appena pubblicato uno psicogramma di un gruppo di soggetti di orientamento conservatore sulla rivista scientifica Social Psychological and Personality Science. In base al quadro grafico ricavato, chi si dichiara politicamente di destra trova un maggiore senso e scopo nella propria vita rispetto a chi è schierato a sinistra.

È lecito immaginare i conservatori come persone che, rispetto ad altre, vivono meglio con se stesse? Forse sì. Negli anni passati, i ricercatori hanno regolarmente pubblicato degli studi che dimostrano come i conservatori siano tendenzialmente un po’ più felici dei progressisti. Negli Stati Uniti, ad esempio, in un periodo molto antecedente alla presidenza di Donald Trump, il 47% dei sostenitori del Partito repubblicano ha dichiarato di essere molto felice, contro solamente il 28% riscontrato tra i Democratici. Numerose altre ricerche hanno fatto registrare un trend analogo, anche se la differenza è risultata nettamente inferiore rispetto a quella del sondaggio appena citato. Secondo la previsione funesta di alcuni commentatori, questo “divario di felicità” si sta intensificando, e quindi i progressisti hanno reagito in modo avvilito e depresso a tali risultati, facendo aumentare ulteriormente il gap con i conservatori.

Il rifiuto del matrimonio tra persone dello stesso sesso sembra molto significativo

Per la propria ricerca, il team di Newman e Schwarz ha dato particolare risalto alla scomposizione del concetto onnicomprensivo di “soddisfazione della vita” in singole componenti e, soprattutto, all’esame del maggior numero possibile delle loro diverse tipologie. In estrema sintesi, agli intervistati è stato chiesto quanto fossero soddisfatti della propria vita in generale, ma i soggetti potevano fornire vari risultati intermedi, come se rispondessero al quesito “Quanto si sente felice in questo momento?”. Schwarz e Newman hanno pertanto analizzato vari insiemi di dati, relativi a 16 paesi e diversi decenni. Ai partecipanti veniva chiesto quale fosse il loro senso e scopo nella vita in un determinato frangente, in una giornata specifica, in retrospettiva o in generale. In tutti gli studi parziali, con dati provenienti da diverse migliaia di soggetti, i conservatori hanno risposto di vivere in maniera più focalizzata e motivata. La differenza non era particolarmente marcata, ma comunque sostanziale e più netta per il conservatorismo sociale rispetto a quello economico: a quanto pare, è particolarmente significativo essere legati ai valori tradizionali della famiglia o contrari ai matrimoni omosessuali. Secondo gli studiosi, l’effetto osservato travalica la pratica religiosa, che ha comunque un peso rilevante. I ricercatori sottolineano inoltre che lo studio ha anche tenuto conto del fatto che tra i conservatori vi è un numero maggiore di credenti rispetto agli ambienti progressisti. Semmai, gli psicologi possono fare congetture sulle cause. Un elemento importante potrebbe essere costituito dal fatto che i conservatori vivono spesso in reti sociali con relazioni più strette, e queste producono un effetto rafforzativo sul senso religioso.

© 2018, Süddeutsche Zeitung