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La General Motors svecchia la propria immagine “preistorica”, mentre gli investitori scommettono sulla mobilità alternativa

La GM è il secondo produttore mondiale di automobili (dopo Toyota). L'articolo di Bloomberg rivela un'azienda che non ha alcuna intenzione di restare aggrappata all'auto tradizionale...

nota della redazione

General Motors, pur fondata nel 1908, è stata trattata dagli investitori per molto tempo come un reperto di epoca giurassica: almeno finora. 

Le azioni della più che centenaria casa automobilistica hanno guadagnato il 17 per cento nello scorso mese, dopo essere essersi attestate per anni sul prezzo di vendita del 2010, a seguito di una serie di analisi tecniche che hanno elogiato l’avanzamento tecnologico dell’azienda. Gli investitori puntano sul fatto che il parco di auto elettriche a guida autonoma attualmente in fase di test possa essere trasformato in una remunerativa attività basata su taxi a guida autonoma che potrebbe valere miliardi. 

“Gli investitori e le startup della Silicon Valley danno per scontato che GM e le altre case automobilistiche abbiano una mentalità antiquata, ma non è così” afferma David Whiston, analista della Morningstar Inc, che da gennaio ha assegnato il rating “buy” alle azioni della GM. “Non hanno certo iniziato a lavorare alle auto a guida autonoma solo adesso e per via della Tesla.” 

Fino a poco tempo fa, Wall Street considerava GM una delle probabili vittime della rivoluzione causata dai veicoli a guida autonoma, che avrebbero reso i servizi di taxi condivisi e il car sharing prioritari rispetto al possesso dell’auto. Le aziende a forte vocazione tecnologica, come Tesla, Uber Technologies o Waymo di Alphabet Inc. avrebbero dovuto guidare la corsa all’auto autonoma. Ora queste previsioni sono cambiate, ha affermato l’analista della Barclays Brian Johnson. 

Tesla sta avendo qualche difficoltà a far uscire la Model 3, il suo modello più economico mentre Waymo ha concentrato gli sforzi sui sistemi di guida autonoma anziché sulla costruzione di auto proprie. Uber sta affrontando una serie di problemi legali e di ostacoli normativi. 

GM, nel frattempo, vede crescere Maven, il suo business di car sharing, sta progettando 20 nuovi modelli elettrici che usciranno entro il 2023 e testando alcuni veicoli autonomi in diverse città degli Stati Uniti. La sua divisione Cruise Automation ha affermato che l’azienda è già in grado di avviare la produzione di massa delle Chevrolet Bolt a guida autonoma. Mettendo insieme tutte queste tessere, GM ha tutto ciò che serve per avviare un business di taxi a guida autonoma. 

C’è stato un “cambio fondamentale di atteggiamento che molto probabilmente si rivelerà definitivo” ha affermato Johnson in un’analisi pubblicata questo mese. 

“Le case automobilistiche tradizionali, e GM in particolare, oggi sono aziende migliori rispetto al passato” ha scritto in una nota ai clienti del 13 ottobre. “In precedenza gli investitori consideravano GM come un dinosauro morente, invece ora l’atteggiamento dell’investitore sembra cambiato: GM è vista piuttosto come un mammifero in via d’evoluzione.”  

Johnson ha alzato il prezzo target delle azioni di GM da 41 $ a 55 $, il prezzo più alto mai registrato su Bloomberg. Sul lungo periodo alcuni analisti prevedono rialzi ancora maggiori, con Itay Michaeli di Citi che questo mese ha scritto che GM ha “la strada spianata verso i 134 $”, con il solido core business automobilistico ad affiancare l’inizio del servizio di taxi a guida autonoma. 

Secondo alcuni GM potrebbe addirittura creare una spin out company dedicata ai servizi di mobilità. Rod Lache di Deutsche Bank stima che un’azienda separata dalla casa madre potrebbe valere 30 miliardi di dollari, circa la metà del valore attuale di GM.  

L’analisi di Lache ha scatenato un aumento del prezzo delle azioni che dura da un mese ma il presidente di GM Dan Ammann esclude la possibilità della creazione di uno spinoff. Al momento l’azienda prevede di mantenere tutto sotto lo stesso tetto, ha dichiarato la scorsa settimana su Bloomberg Television. 

Il fatto che si parli della creazione di uno spin off dedicato al business dei servizi di mobilità dimostra che GM è diventata un’azienda leader nello sviluppo della tecnologia, ha dichiarato Whiston. 

“GM ora come ora non ha nemmeno una divisione dedicata ai servizi di trasporto di persone” ha affermato. “Perché dovrebbe creare uno spinoff con il potenziale che ha questo settore?” 

© 2017, The Washington Post