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La lungimiranza di Exxon: centinaia di progetti ecosostenibili

Una delle principali compagnie petrolifere a livello mondiale è impegnata in un’intensa attività di ricerca finalizzata alla riduzione delle emissioni di carbonio, con centinaia di progetti che spaziano dalle alghe per la produzione di biocarburanti alle celle combustibili per la trasformazione delle emissioni di anidride carbonica in energia elettrica.

La Exxon Mobil sta lavorando allo sviluppo di tecnologie ecocompatibili in cinque delle sue dieci principali aree di ricerca, ha dichiarato il vice presidente Ricerca & Sviluppo, Vijay Swarup. Benché si debbano attendere almeno dieci anni prima di poter sfruttare commercialmente gli esiti di tali progetti, il sostegno dato da Exxon alle energie pulite dimostra che la società petrolifera con la maggiore capitalizzazione di borsa al mondo prevede uno scenario futuro dove i combustibili fossili non saranno più dominanti.

Le attività di ricerca promosse dal colosso americano non sono una novità, dato che gli studi condotti sulle alghe sono oggetto di diverse campagne pubblicitarie; tuttavia, le affermazioni particolareggiate di Swarup dimostrano, per la prima volta, quale sia la reale portata dell’attenzione della società petrolifera verso le energie alternative. Ogni anno, Exxon investe nella ricerca un miliardo di dollari; dal 2000 ha speso $8 miliardi solo per lo studio, lo sviluppo e l’utilizzo di tecnologie a bassa emissione.

"Trovare soluzioni in queste aree di grande interesse avrebbe una ricaduta molto positiva sulle nostre attività", ci ha detto Swarup al telefono, "non solo in termini economici, ma anche in termini scientifici, e rafforzerebbe il nostro impegno verso la ricerca".

Exxon non ha rivelato l’esatto importo destinato alle tecnologie verdi, ma tra gli impegni intrapresi dal Duemila in poi, con ingenti risorse, vi sono la riduzione delle emissioni di metano dai pozzi di petrolio, la cogenerazione e una resa più efficiente dei propri impianti.

La società fa parte di un elenco crescente di compagnie petrolifere alle prese con l’inarrestabile concorrenza delle energie rinnovabili e con un calo della domanda di greggio che, stando alle previsioni di Bloomberg New Energy Finance, è pari a 8 milioni di barili al giorno. Alcune major petrolifere, tra cui la francese Total, cercano di entrare nel business delle energie rinnovabili effettuando acquisizioni societarie. Altre, come la Royal Dutch Shell, sfruttano la propria esperienza maturata sulle piattaforme marine per costruire parchi eolici nel Mare del Nord.

Exxon, che ha il quartier generale a Irving, nel Texas, ha adottato un approccio diverso, focalizzato sulla ricerca scientifica - sottolinea Swarup - anche attraverso accordi di collaborazione con circa 80 università e diverse piccole aziende ad alta tecnologia.

Questi i progetti principali:

- Biocarburanti derivati dalle alghe. Exxon ha elaborato un progetto di coltivazione di alghe in bacini o negli oceani di tutto il mondo, che prevede la loro conversione in biocarburante per la distribuzione a livello locale. Swarup spiega che nella fase iniziale sarà realizzata una miscela a base di diesel e cherosene, ma l’obiettivo è quello di commercializzare un prodotto finale derivato al 100% dalle alghe.

- Biodiesel ottenuto da residui agricoli. Exxon e Renewable Energy Group Inc. studiano l’utilizzo di microbi per la conversione in biocombustibile dei residui di colture agricole non commestibili, come, ad esempio, le foglie di mais. Le due aziende hanno iniziato una collaborazione nel 2016 e di recente hanno ampliato il programma congiunto di ricerca.

- Celle combustibili a carbonati fusi. La maggior parte delle celle genera energia elettrica mediante una reazione chimica con il gas naturale o l’idrogeno. Queste, invece, usano l’anidride carbonica. Exxon e FuelCell Energy Inc. stanno elaborando delle soluzioni per la cattura e lo stoccaggio del carbonio e, al contempo, per produrre elettricità. Tra pochi mesi sarà pronto un impianto pilota, ora in fase di progettazione.

- Miglioramento del processo di raffinazione. I ricercatori della Exxon stanno lavorando con il Georgia Institute of Technology allo sviluppo di una tecnologia più efficiente nella raffinazione del greggio per la produzione di plastica. Questo processo comporta l’uso di una membrana e sfrutta il principio dell’osmosi, anziché ricorrere al calore. Exxon punta a dimezzare le emissioni di anidride carbonica.

Swarup è convinto che "passeranno almeno dieci anni" prima che l’uso dei carburanti derivati dalle alghe e dalle fuel cell a carbonati fusi si diffonda su vasta scala, e sottolinea che la società è impegnata nella ricerca sulle alghe già da otto anni.

L’assoluta priorità di Swarup è l’ideazione e lo sviluppo di progetti su scala mondiale tali da consolidare la dimensione globale di Exxon. La società americana è attiva in sei continenti e l’hanno scorso ha registrato un fatturato di $198 miliardi, superiore alle economie del Qatar e del Kuwait messe assieme, entrambi paesi membri dell’OPEC.

Swarup ha poi affermato che "considerare le cose dal punto di vista della ricerca ci ha fatto diventare consapevoli della nostra responsabilità sociale di grande azienda, e ci aiuta a trovare soluzioni scalabili".

"Le aziende operanti nel settore petrolifero e del gas non guardano solo ai potenziali ricavi a breve termine che possono derivare da un investimento, ma prendono in considerazione anche altri fattori", ha detto Rick Wheatley, vice presidente esecutivo di Xynteo Ltd., una società di consulenza su sostenibilità e pianificazione a lungo termine che vanta tra i propri clienti Shell, Statoil ed Eni.

"Tali aziende tendono a vedere le tecnologie come elementi che si possono mescolare in diverse combinazioni, per sviluppare nuovi prodotti e soluzioni; di conseguenza, sono più disponibili a qualunque sperimentazione nelle fasi iniziali di sviluppo".

© 2017, Bloomberg