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Le auto coreane superano la Porsche nella classifica di qualità

L’industria automobilistica coreana ha realizzato una tripletta, ottenuta grazie ai marchi Genesis, Kia e Hyundai, protagonisti del sorpasso sulla Porsche e ora attestate ai primi tre posti del prestigioso rapporto annuale della J.D. Power [1], che analizza la qualità dei nuovi modelli di automobili.

Al primo posto della graduatoria troviamo il marchio Genesis, linea di lusso della Hyundai; su di esso sono stati riscontrati solo 68 problemi ogni 100 veicoli prodotti, mentre la Kia e la stessa Hyundai la seguono a stretto giro. Il terzetto è andato così a rimpiazzare gli storici leader giapponesi del settore, Toyota e Honda: entrambe le case automobilistiche, infatti, si mantengono al di sotto della media del mercato nel ‘Rapporto di Qualità Iniziale’ del 2018, basato su sondaggi sottoposti ai consumatori dopo 90 giorni di possesso del veicolo.

“Alla Hyundai si lavora bene fin dall’inizio,” sostiene Dave Sargent, vice presidente del settore automobili alla J.D. Power. “Non appena un veicolo viene ideato, si apre subito la caccia alle opinioni dei clienti”.

L’affidabilità è comunque migliorata nella maggior parte dei modelli presenti sul mercato statunitense. Il numero medio di difetti riscontrati ogni 100 vetture è calato di quattro casi rispetto ai 93 dello scorso anno. Molti dei guasti riscontrati derivano da difetti di fabbrica e interessano soprattutto l’elettronica. Quando i clienti hanno difficoltà a far funzionare come desiderano il sistema audio, non basta una visita al concessionario per sistemare gli apparati, come sarebbe invece nel caso di una banale perdita d’olio.

“Le avarie meccaniche non sono più così frequenti come un tempo”, dice Dave Sargent. “É l’infotainment (radio, internet, navigatore, ecc.) l’area più critica di un automobile. I difetti di fabbrica in questo campo mettono in crisi i clienti molto più di un guasto meccanico”.

Secondo Sargent, le case automobilistiche coreane e la Porsche si trovano al vertice della classifica J.D. Power anche per merito dei loro sistemi di elettronica ed infotainment relativamente semplici, avendo escluso, in corso di progettazione, alcune complessità che avrebbero facilmente condotto a problemi di software o difficoltà di funzionamento. La Kia Motors Corp., che per il 34% fa capo alla Hyundai, si è piazzata al secondo posto, con 72 problemi ogni 100 veicoli. La Hyundai è risalita dal sesto posto del 2017, fin a raggiungere la terza posizione, vantando un conteggio di soli 74 difetti ogni 100 veicoli, cinque in meno della Porsche.

All’estremo opposto della graduatoria si trova la Volvo. La casa automobilistica svedese, di proprietà della Zhejiang Geely Holding Group Co. (Cina), si è classificata ventinovesima, su un totale di 31 produttori esaminati. Dave Sargent sostiene che la responsabilità delle difficoltà riscontrate dai clienti Volvo, sia da attribuirsi al complicato sistema di infotainment montato sulle vetture. Negli ultimi due posti della classifica, con un numero simile di difetti riportati, si trovano la Jaguar e la Land Rover, entrambe di proprietà della Tata Motors Ltd. (India).

Entrambe le case automobilistiche tedesche BMW e Mercedes montano sulle loro auto un’elettronica alquanto complessa, ma poiché esse hanno una forte competenza in materia, i problemi sulle loro vetture sono marginali. La BMW e la Mercedes hanno registrato un punteggio leggermente superiore alla media, con 87 e 92 difetti riscontrati, rispettivamente.

I modelli della Toyota e della Honda sono invece scesi nella graduatoria, a causa delle numerose lamentele sui sistemi elettronici installati. Per molto tempo le loro vetture hanno mantenuto saldamente i vertici delle classifiche, ed ancora oggi vantano grande affidabilità e pochi guasti meccanici. Eppure, secondo Sargent, entrambe le case automobilistiche hanno avuto difficoltà ad applicare le nuove tecnologie. La Toyota si è classificata solo al diciassettesimo posto, la Honda al ventitreesimo.

Le due società giapponesi restano comunque relativamente stabili nel numero di difetti riscontrati dai consumatori, mentre altri marchi hanno mostrato un aumento dei casi. Tra questi troviamo diverse case americane. Il marchio Ford si è infatti classificato quinto con 81 problemi ogni 100 vetture, la Chevrolet è al sesto posto con 82 difetti e la Ram è ottava in graduatoria con 84 casi.

Sargent ritiene che il guaio, per l’industria di Detroit, è che ai costruttori come Ford, General Motors e Fiat Chrysler non viene riconosciuto dal consumatore il livello di progresso tecnologico raggiunto. Sargent aggiunge: “Se chiedi un parere al cittadino medio, dirà probabilmente che le auto giapponesi detengono una qualità superiore”.

 

[1] La J.D. Power è una importante società di ricerche specializzata nelle valutazioni di qualità in diversi settori consumer: dalle automobili ai prodotti finanziari, dai servizi di telefonia alle case di cura - ndt

© 2018, Bloomberg