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Le pericolose amicizie di Jeremy Corbyn

A marzo 2018, David Collier, un influente ricercatore e scrittore ebraico, ha rivelato che Corbyn - capo del Labour inglese - e diversi esponenti di rilievo di quel partito, sono stati iscritti, negli anni intorno al 2015, ad alcuni gruppi chiusi su Facebook caratterizzati da violente posizioni antisemite. Lo staff di Corbyn ha dichiarato che il leader laburista non era a conoscenza di quanto veniva pubblicato nei post e che la sua iscrizione avvenne ad opera di alcuni suoi collaboratori. Peraltro, è emerso che Corbyn aveva in realtà inserito alcuni commenti nel feed di quei gruppi Facebook.

Le maggiori associazioni ebraiche attive nel Regno Unito hanno emesso comunicati nei quali si afferma che Jeremy Corbyn è ben poco sincero quando dichiara di non condividere le espressioni antisemite che talora emergono nel panorama britannico (non solo su Facebook). Corbyn è ritenuto un portabandiera di quella sinistra radicale che - a livello internazionale - è apertamente ostile ad Israele e alla sua presenza in Medio Oriente. Le associazioni ebraiche hanno sottolineato come diversi collaboratori e alleati di Corbyn in seno al partito laburista abbiano più volte espresso posizioni apertamente antisemite ed anti-israeliane.

Il 2 aprile 2018 (dopo la pubblicazione dell'articolo), Jeremy Corbyn ha partecipato ad una cena organizzata da Jewdas, un'associazione ebraica di estrema sinistra, fortemente avversa ad Israele. La partecipazione ha innescato ulteriori polemiche intorno al leader laburista.

nota della redazione

Le tendenze antisemite emerse all'interno del partito Laburista guidato da Jeremy Corbyn smentiscono l’arrendevole idea, diffusa tra alcuni esponenti conservatori dopo le ultime elezioni, secondo cui i legami di Corbyn con alcuni estremisti non sono in grado di recar danno al capo del Labour.

Ho avuto molte discussioni con persone le quali ritengono che “i giovani se ne infischiano” dei contatti che Corbyn ha o ha avuto con alcuni filo-Islamisti, con vari antisemiti e persino con qualche terrorista dell’IRA [1], anche perché le nuove generazioni “non hanno mai sentito” quest’acronimo.

È vero: nel 2017, queste mie prese di posizione contro Corbyn non hanno sortito effetto. Ma replicavo allo scetticismo facendo notare che gli elettori inglesi, di qualsiasi età, non davano peso a questi temi poiché ritenevano ben scarse le probabilità di una vittoria elettorale di Corbyn e del Labour (e avevano ragione). Il risultato è stato che molti miei concittadini hanno poi votato per questo partito. Lo hanno fatto perché ciò sembrava loro un modo molto semplice e rapido, a costo zero, per “punire” Theresa May, la quale dava per scontato di avere ormai in tasca il loro voto (il partito conservatore ha vinto le elezioni 2017 di stretta misura – ndt).

Da quell’epoca, la situazione è profondamente cambiata. Oggi è opinione diffusa che Corbyn potrebbe diventare primo ministro, dopo le prossime elezioni. Per cui, molti elettori iniziano ad osservare e valutare con più attenzione le “frequentazioni” del leader laburista. E hanno notato che quasi tutte le recenti idee antisemite emerse in seno al suo partito provengono da esponenti pro-Corbyn. Opinioni che sono state spesso accompagnate da espressioni volgari, incitamenti alla violenza, ingiurie sessiste. Per cui, molti elettori hanno iniziato a preoccuparsi.

Si tratta solo dell’inizio di un lungo processo. Jeremy Corbyn si trova in posizione analoga a colui che viene denunciato solo per un paio di porcherie, e poi si scopre che ha una "fedina penale" - per così dire - lunga come un braccio… A quanto pare, un buon numero di suoi accoliti professava terribili idee intrise di violenza negli anni ’70 e ’80, quando operava a livello di politica locale (Londra). Nel mondo ante-internet, quelle “idee” potevano circolare solo tra oscure e sbilenche riviste semiclandestine, lette solo da quattro gatti. Ecco perché oggi è necessario un minuzioso lavoro di ricerca per riportare alla luce quelle prove e per studiare le biografie di quei personaggi.

L’altra lezione importante di questa vicenda è il fatto stesso che le posizioni antisemite all’interno del Labour siano state denunciate senza esitazioni. In passato, tra le numerose lobby che esistono nel Regno Unito, le associazioni ebraiche sono sempre state le più rispettose nei confronti di tutti gli esponenti politici inglesi. Sino ad oggi, queste associazioni hanno dato per scontato che tutti i tre maggiori partiti avessero sentimenti di amicizia nei confronti delle comunità ebraiche, e che quindi i loro leader meritassero ogni rispetto.

Di conseguenza, per i capi di queste comunità la decisione di prendere pubblicamente posizione contro il leader Laburista è stata particolarmente grave e sofferta. Ma è stata una scelta praticamente obbligata, non vi erano alternative.

A meno che Corbyn non smentisca tutto quanto è stato detto dai suoi amici e sodali contro gli ebrei, la conseguenza logica è che il partito Laburista diventerà prima o poi “Judenrein”, cioè “no ebrei” – come recitava una inquietante espressione nazista degli anni ’30.

Tradizionalmente, il partito Laburista ha sempre avuto il maggior numero di elettori e supporter ebrei fra tutti i partiti britannici. Il radicale mutamento cui assistiamo è un trauma e una tragedia allo stesso tempo.

[1] IRA = Irish Republican Army, il gruppo indipendentista dell’Irlanda del Nord che ha insanguinato il Regno Unito con azioni terroristiche per molti decenni - ndt.

© Telegraph Media Group Limited (2018)