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Monaco di Baviera, una città sicura

Dal punto di vista puramente statistico, a Monaco di Baviera c’è un poliziotto ogni 265 abitanti, il valore più basso di tutte le metropoli tedesche. Tuttavia, il tasso di criminalità della capitale bavarese è inferiore rispetto ad Amburgo, Colonia o Francoforte. Come mai?

Monaco di Baviera è di gran lunga la metropoli più sicura in Germania. Lo dicono le statistiche annuali pubblicate dalla polizia: a Monaco, su 100mila abitanti, vengono commessi 6.201 reati, quasi la metà rispetto ad altre grandi città tedesche come Francoforte, Amburgo, Colonia e Berlino. Cerchiamo di capire perché.

Ci sono più poliziotti nelle strade di Monaco?

La presenza di forze dell’ordine a Monaco sembra molto più massiccia che in altre metropoli tedesche: i turisti di Berlino o Amburgo notano subito il gran numero di autopattuglie dislocate in città. Ma questa percezione corrisponde ai dati reali?

La Questura di Monaco è competente non solo per il territorio urbano, ma anche per l’intero distretto amministrativo, per un totale di 1,8 milioni di abitanti. Il numero di dipendenti della Questura, tra i quali non tutti sono funzionari di polizia, ammonta a circa 6.800. In rapporto alla popolazione complessiva, parliamo di un operatore ogni 265 abitanti.

Per quanto possa essere sorprendente, si tratta del rapporto più basso tra le principali metropoli tedesche: Colonia ha infatti un poliziotto ogni 215 abitanti, mentre a Francoforte, Amburgo e Berlino c’è un agente su 195, 174 e 160 abitanti, rispettivamente. A Monaco, quindi, ci sono meno forze dell’ordine per ogni residente.

Ma, allora, perché nella capitale bavarese sembra di vedere più agenti in strada?

"Le forze dell’ordine di Monaco sono molto più operative, mentre nelle città di altri Land federali dedicano più tempo al lavoro d’ufficio, per esempio agli interrogatori e alla stesura delle denunce”, spiega Jürgen Ascherl, vicepresidente regionale del sindacato di polizia DpolG. In altre regioni, secondo Ascherl, la polizia non va più in pattuglia ed esce solo quando deve intervenire.

La polizia di Monaco ha la mano pesante?

No, secondo le statistiche, ma sembrano esserci indizi in tal senso. “Siamo più severi”, osserva Jürgen Ascherl, citando come esempio il divieto assoluto vigente a Monaco di occupare illegalmente un immobile per più di 24 ore. In altre città, la lotta per le case occupate vanta una lunga tradizione; basti pensare alla Rote Flora, un ex teatro di Amburgo che gli autonomi occupano dal lontano 1989…

Un altro esempio sono le misure previste per i reati connessi agli stupefacenti. A Monaco, anche la detenzione di una quantità minima di marijuana comporta una denuncia, mentre altrove vige una maggiore tolleranza. Come nel Görlitzer Park di Berlino, dove si possono possedere fino a 15 grammi di cannabis senza essere puniti.

 A Monaco si registra un diffuso benessere: in che modo questo contribuisce a renderla una città sicura? 

In termini di sicurezza, è fondamentale non solo il lavoro delle forze dell’ordine, ma anche il tenore di vita della popolazione. A Monaco c’è grande benessere: il tasso di disoccupazione - 3,9% - è il più basso della Germania (Berlino 8,4%, Colonia 8,2%, Amburgo 6,5%, Francoforte 5,7%) e, l’anno scorso, il potere d’acquisto medio di un cittadino di Monaco si attestava su 32.139 euro. Un berlinese, invece, ha a disposizione 21.227 euro, ossia un terzo in meno.

La prosperità di Monaco ha effetti positivi anche sulla sicurezza: chi parcheggia la propria auto di lusso in un garage, è improbabile che possa diventare uno scippatore per necessità economiche. Ovviamente, anche i benestanti commettono reati, ma solitamente in modo più sottile.

 In che misura la percentuale della popolazione straniera residente a Monaco influisce sulla sicurezza? 

Nel 2017, poco meno del 48% di tutti gli indiziati di reato a Monaco era di nazionalità non tedesca. La percentuale di stranieri tra la popolazione locale è ben più esigua: 28%. Gli stranieri, pertanto, hanno una forte incidenza nelle statistiche relative alla criminalità.

Ma se è più frequente che un immigrato venga sospettato di un crimine, ne dobbiamo dedurre che la percentuale di stranieri abbia un impatto sulla sicurezza delle diverse metropoli?

I dati non confermano questa teoria: Francoforte e Monaco hanno più o meno la stessa aliquota di stranieri sulla popolazione complessiva, rispettivamente il 29% e il 28%, eppure in termini di reati ogni 100mila persone vi è una marcata differenza tra queste due città, con gli abitanti di Francoforte che, secondo le statistiche, commettono il doppio di reati rispetto a quelli di Monaco. Berlino è la metropoli con la minore percentuale di stranieri (19%), ma la polizia della capitale tedesca registra il maggior numero di reati ogni 100mila residenti. Ne consegue che non è possibile spiegare le discrepanze nel livello di sicurezza delle aree metropolitane in Germania basandosi solo sulla percentuale di stranieri presenti sul territorio.

Gli stranieri residenti a Monaco sono meglio integrati?

Anche a Monaco troviamo zone più ricche e zone più povere, ma sono soprattutto gli astronomici canoni d’affitto a garantire che da nessuna parte interi quartieri cadano nel degrado. In città, il tasso di disoccupazione fa registrare solo lievi variazioni tra una zona e l'altra. Anche i residenti stranieri, anziché isolarsi, si distribuiscono in maniera pressoché omogenea nell’intero territorio comunale. In quasi tutti i quartieri, la loro percentuale è compresa tra il 20% e il 30%. La popolazione tedesca e quella straniera si mescolano, favorendo così l’integrazione, e una pacifica convivenza a livello di quartiere influisce positivamente sulla sicurezza.

La sicurezza è in linea con il trend nazionale

Monaco occupa da anni la prima posizione per quanto concerne la sicurezza, ma la tendenza è la stessa in tutte le principali metropoli tedesche: nel 2017, il capoluogo della Baviera ha annunciato un calo dei reati pari al 14,7%, mentre a Berlino, Colonia e Amburgo la diminuzione è stata rispettivamente dell’8,5%, del 6% e del 5,6%. Il dato peggiore è quello di Francoforte, dove i reati sono scesi del 4,7%, ma si tratta anche della percentuale più bassa da quando, nel 1971, è iniziata l’elaborazione elettronica dei dati statistici sulla criminalità.

© 2018, Süddeutsche Zeitung