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Netflix assume dirigente di colore, per adeguarsi alla sua clientela…

Gli Stati Uniti hanno abolito la segregazione razziale nel 1964 e da allora l'ipersuscettibilità su tutto ciò che riguarda il colore della pelle non ha fatto che aumentare. Forse siamo vicini al punto in cui l'eccesso nel politically correct rischia di mettere in crisi altri diritti fondamentali, come quello di parola.

nota della redazione

La scorsa settimana, Netflix ha licenziato il suo portavoce, reo di aver usato espressioni razziste. Ora ha deciso di “riorientare” la composizione del suo personale per renderla più simile a quella della sua clientela: meno uomini, più Latinos (messicani e sudamericani), più neri.

Dopo una ricerca durata un mese, Netflix ha assunto un dirigente per affidargli la gestione di una nuova campagna sociale dedicata alla “diversità” e all’ ”inclusione”, ma l’azienda non ha voluto rivelare il nome del prescelto. Nelle ultime due settimane la ricerca era apparsa anche sul sito di Netflix.

Come molte altre aziende di Hollywood e della Silicon Valley, la composizione etnica dei dipendenti assunti in Netflix non corrisponde alla composizione della popolazione statunitense, e ancor meno alla composizione della sua base clienti su scala mondiale. Solo uno dei dirigenti (tutti uomini) che partecipano alla consueta conferenza trimestrale con gli investitori è di razza non-bianca.

La scorsa settimana, l’azienda, che ha base nella cittadina di Los Gatos in California, ha licenziato il capo delle comunicazioni istituzionali, Jonathan Friedland, per aver usato più di una volta espressioni ritenute razziste. Friedland ha usato il termine Negro [parola che i giornalisti americani non osano nemmeno scrivere, sostituendola con “N-word”, “la parola N” - ndt], prima in un discorso aziendale, poi, di nuovo, nei colloqui con i dirigenti del Personale.

“Cerchiamo di creare un ambiente inclusivo, sotto diversi profili, e questo tipo di incidenti dimostra che ancora non lo siamo”, ha scritto il CEO Reed Hastings in una mail inviata a tutti i dipendenti per spiegare le ragioni del licenziamento. “Abbiamo già coinvolto consulenti esterni che ci aiutino a migliorare rapidamente”.

Gli sforzi di Netflix per assumere una veste orientata alla “diversità” sono antecedenti a quanto accaduto in questi giorni. Già due anni fa l’azienda ha fatto dell’inclusione un elemento non secondario della sua politica interna e – stando a quanto ci ha riferito una persona che conosce bene la situazione – nell’ultimo anno ha dedicato molte risorse per verificarne il rispetto fra tutti i dipendenti. All’inizio di quest’anno, Netflix ha avviato un progetto, denominato “Strong Black Lead”, per richiamare l’attenzione su varie iniziative guidate da Afro Americani.

Più recentemente, Netflix ha cercato di promuovere il suo impegno a favore della diversità con uno spot pubblicitario nel corso della serata di premiazione dei BET Awards[1]. Lo spot ha coinvolto gli autori delle serie tv “Luke cage”, “Dear White People” e “She’s gotta have it”, tra gli altri.

Come ci ha riferito la nostra fonte anonima, il nuovo dirigente non sarà incaricato di elaborare un’unica strategia aziendale, bensì di interagire con le varie sedi locali sparse nel mondo, da San Paolo a Mumbai, per fissare le migliori regole di assunzione e inclusione dei dipendenti.

Secondo uno studio del sindacato americano dei registi cine-tv, Netflix si classifica all’ultimo posto tra i maggiori 10 studios per quanto concerne la diversità etnica dei registi che dirigono le sue produzioni audiovisive. Solo il 29% degli episodi realizzati da Netflix sono diretti da registe donne o da persone di colore, contro una media di settore del 38%.

La maggior parte dei programmi Netflix è prodotta da altre società, sicché l’analisi del sindacato riguarda solo una frazione dei contenuti che l’azienda distribuisce sulla sua piattaforma. Infine, da documenti ufficiali interni, risulta che nel mese scorso due dirigenti di colore, impegnati nel settore sviluppo programmi, hanno lasciato Netflix.

 

[1] I BET Awards sono una serie di premi per celebrare il contributo di personaggi Afro Americani all’interno di programmi tv, musical, spettacoli, sport, entertainment in genere. Sono organizzati dal canale televisivo BET- Black Entertainment Television, di proprietà del gruppo Viacom - ndt.

© 2018, Bloomberg