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New York è la città più cara al mondo per i viaggi di lavoro

Viaggiare è sempre parte integrante del lavoro degli imprenditori e dei manager, oggi più che mai. La Global Business Travel Association, un’associazione industriale nel settore dei viaggi business, prevede che i ricavi generati dai viaggi aziendali aumenteranno di una percentuale compresa tra il 6% e il 7% fra il 2019 e il 2020.

Ovviamente, molte città americane sono in cima alla lista delle mete più care per i viaggi di lavoro. Ma qual è la destinazione più costosa del mondo? Attingendo ai dati del Corporate Travel Index pubblicati da Business Travel News, la società Expert Market, specialista di forniture per uffici, ha concluso che ai primi tre posti della classifica figurano tre città americane. Al primo posto si posiziona New York. Chi viaggia per lavoro spende in media 549$ al giorno a New York, contro i 534$ di San Francisco e i 511$ di Boston. Tra le prime cinque città della classifica ci sono anche Tokyo e Zurigo. Washington e Chicago sono tra le prime dieci.

La voce di spesa principale è rappresentata dagli hotel. Pernottare per una notte nella Grande Mela costa in media circa 385$.

Qual è allora la città più economica degli Stati Uniti per i viaggi di lavoro? Si tratta di Bakerfield - una cittadina della California a due ore di macchina a nord di Los Angeles - che riporta un costo medio giornaliero di soli 241$ al giorno, cioè meno della metà rispetto a New York.

Se si deve andare all'estero, si può prendere in considerazione un viaggio di lavoro a Johannesburg, in Sud Africa, dove un giorno di permanenza costa solo 174$. Non avete per caso dei clienti da quelle parti…?

Attualmente, esistono diverse strategie per tenere sotto controllo le spese per i viaggi di lavoro. Una recente ricerca realizzata da Concur, una software house per il controllo dei costi aziendali, ha esaminato i viaggi di lavoro effettuati nei periodi di vacanza e consiglia ai viaggiatori business di spostarsi nei giorni di lunedì, martedì o venerdì, di partire dagli aeroporti locali anziché dagli scali principali e di non prenotare i voli last minute, visto che questi ultimi possono costare circa il 44% in più.

© 2017, The Washington Post