I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.
Logo 01
Content
Top

Psicofarmaci del futuro? Anche grazie ai cani…

Dispettosi o socievoli, giocherelloni o riservati, gelosi, talvolta perfino permalosi… Ad ascoltare i loro padroni, i cani sembrano avere ciascuno un proprio preciso carattere. Ma quanto c’è di vero in quelle che sembrano essere solo convinzioni di coloro che li amano al punto da considerarli al pari di un essere umano, dunque dotati di carattere e personalità? La risposta a questa domanda è: “molto”, stando almeno ai risultati di una ricerca condotta da due università americane. La questione è degna di interesse perché questo tipo di analisi può dare informazioni utili per gli studi sul comportamento umano e per lo sviluppo di nuovi psicofarmaci.

Per esempio, è cosa nota che il pastore tedesco è pronto a sacrificarsi in ogni modo per difendere chi ama, sia esso il padrone o i suoi cuccioli, così come è risaputo che il Border collie, una razza di origini inglesi, è molto ben disposto al duro lavoro, alla fatica. Ma sinora non era chiaro se e quanto queste caratteristiche fossero collegate al patrimonio genetico delle diverse razze.

Orbene, secondo la ricerca statunitense, sembra che ogni razza canina abbia caratteristiche comportamentali abbastanza ben definite e, soprattutto, connesse al proprio patrimonio genetico. I tratti comportamentali possono andare, per esempio, dalla predisposizione all’addestramento, alla capacità di concentrazione/attenzione, alla memoria, fino all’aggressività o impulsività (due fattori tipici delle razze meno addestrabili).

Secondo gli autori dello studio - Evan MacLean, psicologo all’università dell’Arizona (Tucson) e Noah Snyder-Mackler, dell’università dello stato di Washington (Seattle) – il codice genetico dei cani influisce moltissimo sul loro carattere. I ricercatori hanno sfruttato i dati raccolti, sin dal 2005, attraverso un questionario per lo studio sul comportamento dei cani (C-Barq, Canine Behavioral Assessment & Research Questionnaire), creato da un etologo dell’università della Pennsylvania e inviato a 50mila persone che risultavano proprietarie di cani. Le domande cercavano di individuare il comportamento degli animali in varie situazioni. Per esempio, “Come si comporta il vostro cane quando un estraneo si presenta alla porta di casa?”.

Al netto dei questionari scartati e delle duplicazioni (nel caso di più rispondenti in una famiglia per lo stesso cane), sono stati analizzati i comportamenti relativi a 14mila cani appartenenti a 101 razze diverse.

Così, gli esperti hanno potuto definire 14 tratti distintivi del comportamento che sembrano direttamente collegati a 131 specifiche aree del Dna dei cani.

Le caratteristiche più facilmente ereditabili di generazione in generazione, quindi più legate al Dna, sono risultate la predisposizione all’addestramento, la tendenza all’inseguimento/caccia e l’aggressività verso gli estranei. La disposizione dei geni all’interno della sequenza Dna sembra avere una analogia con gli esseri umani: i geni collegati all’aggressività sono collocati in posizione analoga a quella che si riscontra nel Dna umano, così come i geni connessi all’addestramento sono in posizione simile a quella che negli umani occupano i geni collegati all’intelligenza e alla capacità di processare le informazioni.

Le conseguenze della ricerca potrebbero essere importanti. Se si confermerà, anche con altri studi, che – per esempio – i geni legati all’ansietà nei cani sono analoghi a quelli che governano l’ansietà negli uomini, si potranno aprire nuove strade per nuovi farmaci più efficaci nel trattare questo stato emotivo.

© 2019, Thema International