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Richmond (Virginia): il sindaco vuole rimuovere la statua dell'ex presidente Confederato Jefferson Davis

La storia degli Stati Uniti non è più storia condivisa. E' ormai un oggetto di diatriba politica, con il fine di condannare tutto ciò che abbia a che fare con le origini WASP degli Stati Uniti, cioè "bianco, anglosassone, protestante". Proprio le origini senza le quali gli Stati Uniti non sarebbero diventati quel grande paese democratico che sono.

nota della redazione

RICHMOND, Virginia. L’ex capitale della Confederazione degli Stati d’America [gli Stati confederati del sud] dovrebbe rimuovere il monumento a Jefferson Davis [primo e unico presidente della Confederazione] e predisporre un piano che offra un contesto storico più ampio nel quale inserire le rimanenti statue, presenti in città, dedicate alla Confederazione. È quanto raccomanda al sindaco di Richmond una commissione composta da storici e da rappresentanti delle comunità locali dopo oltre un anno di studio.

Incaricata lo scorso giugno dal sindaco Levar Stoney, la Monument Avenue Commission ha organizzato incontri pubblici, incontrato piccoli gruppi di interesse e raccolto migliaia di mail inviate dai residenti prima di elaborare le proprie proposte.

Per la commissione la posta in gioco era alta: nessuno Stato ha un numero così alto di monumenti in memoria dei Confederati quanto la Virginia, e nessuna città ha un legame così profondo con la storia della Guerra Civile quanto Richmond, reso particolarmente evidente dalla presenza di cinque enormi statue dei leader sudisti lungo l’elegante Monument Avenue.

Dopo il violento raid dei suprematisti bianchi a difesa della statua di Robert E. Lee a Charlottesville, lo scorso agosto, e costato la morte di una persona, Stoney ha chiesto alla commissione di valutare la rimozione di tutte le statue della Monument Avenue. Come afroamericano, il sindaco ritiene i monumenti offensivi, stando a quanto egli stesso ha affermato.

Il parere della commissione ha scatenato un rovente dibattito. La Monument Avenue è il simbolo dell’identità culturale di Richmond in quanto luogo di grandi, seppur contaminate, memorie storiche, nel quale hanno abitato per lungo tempo alcuni tra i cittadini più facoltosi.

Alla fine, la commissione si è dichiarata contraria alla rimozione delle statue di Lee, Stonewall Jackson, J.E.B. Stuart e Matthew Fontaine Maury. Tuttavia, ha ritenuto che Davis, il presidente della Confederazione, debba essere tolto.

“Di tutte le statue, è quella che più esplicitamente esalta la Lost Cause [1], la causa perduta, nello stile e nello spirito”, ha scritto la commissione, rilevando come, tra l’altro, “Davis non era di Richmond o della Virginia”.

Constatando la complessa molteplicità dei sentimenti espressi dai residenti di tutte le razze, la commissione “esorta con urgenza ad adottare un approccio globale alla creazione di un contesto (e di una comunità) che renda omaggio al contributo reso da una pluralità di soggetti diversi e riconosca i capitoli bui del passato della città”.

La relazione suggerisce i passi necessari da compiere al fine di collocare i monumenti in un contesto più esteso. Innanzitutto, occorre inserire un’iscrizione vicino alle statue che narri in modo esauriente le biografie degli uomini rappresentati e “come si è evoluto nel tempo il significato storico di tali figure”.

Raccomanda, inoltre, una collaborazione con i musei cittadini per la creazione di una mostra permanente – possibilmente a metà della Monument Avenue – che fornisca un ampio panorama sui protagonisti della Guerra Civile e sulla storia dei monumenti stessi, alcuni dei quali sono stati eretti all’epoca di Jim Crow allo scopo di intimidire i residenti di colore.

Nella loro relazione, gli esperti consigliano al primo cittadino di Richmond di realizzare un video turistico che illustri ai visitatori il contesto storico, ed eventualmente di creare una app per i cellulari.

La commissione incoraggia l’amministrazione comunale ad aggiungere nuove opere d’arte e monumenti che commemorino i tanti e diversi eroi della città, ricordando anche “la resistenza degli ex schiavi”. Una soluzione efficace potrebbe essere la progettazione di un luogo della memoria in un’area centrale della città chiamata Shockoe Bottom che un tempo, riferisce la relazione, era il cuore del secondo mercato degli schiavi della nazione, dopo New Orleans.

Per attuare gran parte delle iniziative proposte bisognerebbe modificare i regolamenti comunali, avviare una collaborazione tra i legislatori nazionali e arrivare a una composizione delle controversie in merito alla giurisdizione sui monumenti storici, ha precisato la commissione.

Stoney ha assicurato che leggerà e valuterà le 117 pagine della relazione, la quale sarà presentata ufficialmente al Comune di Richmond alla fine dell’estate.

“Come ho già sostenuto in precedenza, le statue poste in questo bellissimo viale rappresentano la mitizzazione e l’inganno della Causa Perduta, camuffate da simboli della storia”, ha dichiarato Stoney durante la conferenza stampa. “La relazione della commissione è inequivocabile quando afferma che c’è un desiderio e un convincimento, quasi unanime, che le statue non debbano rimanere nello stato attuale in cui sono collocate. Qualcosa deve cambiare, e io non posso che essere totalmente d’accordo”.

 

[1] La “Lost Cause” è il movimento ideologico che sostiene le ragioni e lo stile di vita che furono della Confederazione sudista (glissando sullo schiavismo vigente al suo interno) – ndt.

© 2018, The Washington Post