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Se non sapete a chi dedicare il vostro Thanksgiving, ecco qualche idea…

Un articolo pensato per il giorno del Ringraziamento, la celebre festività americana, ma che ci sembra piuttosto calzante anche per il giorno di Natale, in Italia o altrove.

nota della redazione

È la settimana in cui cade il giorno del Ringraziamento. Molti di noi si ritroveranno con gli amici e i parenti, per festeggiare in un’atmosfera di gratitudine e amicizia. Se la vostra famiglia è come la mia, a un certo punto, durante il pranzo o la cena della festa, qualcuno lancerà la proposta di far dire a ogni persona seduta attorno al tavolo chi o cosa desidera ringraziare per l’anno appena trascorso. Vorrei offrire qualche idea a chi ha difficoltà nel trovare una risposta. Ecco, in ordine sparso, tredici motivi per cui essere grati in questa giornata del Ringraziamento.

- Possiamo essere grati del fatto che, negli ultimi trent’anni, la percentuale di persone che vivono in estrema povertà sul nostro pianeta è scesa dal 42% fino a poco meno dell’11%. Non siamo ancora arrivati dove dovremmo, ma è importante ringraziare per un progresso di tale portata.

- Possiamo ringraziare per la musica, e per l’arte in generale.

- Possiamo ringraziare per l’annuncio che quest’anno i ricercatori hanno creato l’idrogeno metallico. Se questa sostanza si dimostrerà un superconduttore così potente come prevedono gli scienziati, si potrà rivoluzionare la distribuzione dell’elettricità nelle case (sostanzialmente, si eliminerebbe la dispersione elettrica sotto forma di calore), nei trasporti (immaginate – non è uno scherzo! – treni ad alta velocità che viaggiano sospesi a mezz’aria), e in molti altri settori.

- Possiamo ringraziare per il fatto che, anche se le case editrici lamentano un mercato della narrativa sull’orlo dell’estinzione, le scuole superiori continuino a far leggere letteratura di qualità ai giovani. La diffusione e comprensione della letteratura è fondamentale per il successo della democrazia.

- Possiamo ringraziare per il fatto che i dirigenti del football americano siano stati finalmente costretti a prendere sul serio il problema dei danni cerebrali causati dagli scontri in campo, soprattutto tra i giocatori più giovani (ovviamente i professionisti non lo prendono ancora abbastanza sul serio).

- Possiamo ringraziare per la cifra record di 390 miliardi di dollari che la nostra nazione ha destinato in beneficienza nel 2016 e per il fatto che la maggior parte di questi denari (circa 281 miliardi di dollari) deriva da donazioni individuali. Analogamente, possiamo ringraziare per i milioni di persone che, in tutto il paese, prestano la loro opera di volontari, ogni giorno, anche se gli Stati Uniti non sono più al primo posto mondiale in questa graduatoria.

- Possiamo ringraziare per la saggezza dei grandi filosofi. Amo compulsare le loro opere nel tempo libero e ultimamente ho riletto il bel libro di Judith Shklar del 1984 Ordinary Vices, una riconferma di quanto le virtù caratteriali siano essenziali per una società veramente liberale (è capitato nel periodo giusto!). La Shklar offre dei meravigliosi scorci sui vizi privati come l’ipocrisia, il tradimento, la misantropia e lo snobismo (la sua critica sferzante degli universitari snob è una vera perla), ma identifica la crudeltà come il più pericoloso dei vizi e ci ricorda quanto è facile cadere in questo vizio attraverso le parole che usiamo ogni giorno. Ecco una bella citazione, elegantemente supportata dalle sue rievocazioni di autori del passato: “Lo snobismo e il razzismo (…) appartengono alla stessa famiglia: sono cugini”.

- Possiamo ringraziare per il fatto che, in un’epoca dove molto di ciò che viene proiettato nei cinema è fatto di supereroi e sequel di fantascienza, assistiamo alla produzione di meravigliose opere, prodotte mese dopo mese, per il piccolo schermo, tra cui capolavori come The Night Of e The Americans (peraltro, non sono affatto contrario ai supereroi e ai film di fantascienza).

- Possiamo ringraziare (a proposito di fantascienza) per il fatto che i Tricorder medici della serie Star Trek potrebbero presto trasformarsi in realtà (si tratta di piccoli apparecchi portatili che controllano, registrano e trasmettono in diretta tutti i parametri sanitari di una persona - NdT).

- Possiamo ringraziare per il fatto che, indipendentemente dalla parte politica per cui votiamo, continuiamo ad avere libere elezioni al momento stabilito e viviamo in un paese in cui il partito o il presidente che perde non fa mai scendere le forze armate in strada (ovviamente, spesso il perdente ricorre ai tribunali, ma tutto ciò fa parte della nostra inquietante fissazione nazionale che considera la magistratura come una specie di deus ex machina. Ci vorrà ancora un po’ di tempo per farcela passare).

- Possiamo ringraziare per il fatto che, nonostante gli attivisti universitari richiedano, spesso con le migliori intenzioni, una limitazione della libertà di opinione proprio all’interno delle istituzioni in cui lo scambio di idee dovrebbe essere il più aperto possibile, gli Stati Uniti hanno, sotto molti aspetti, il miglior sistema universitario al mondo.

- Possiamo ringraziare per il fatto che la nostra specie non ha mai smesso di chiedersi quale sia il suo posto in questo meraviglioso universo e, a Dio piacendo, non smetterà mai di farlo.

- Possiamo ringraziare per tutti i volti presenti intorno a questa cena del Ringraziamento (ciascuno di essi appartiene a un essere umano perfetto nella sua imperfezione, proprio come noi stessi) e per le vite di coloro che non sono più con noi. Quindi, più di tutto, ringraziamo per l’esistenza gli uni degli altri.

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Stephen Carter scrive regolarmente sul Bloomberg View. Insegna diritto all’università di Yale ed è stato assistente del giudice della Corte Suprema, Thurgood Marshall. Tra i romanzi che ha scritto ricordiamo “The Emperor of Ocean Park” e “Back Channel”. Tra i saggi, “Civility” e “Integrity”.

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