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Tradimenti: “Nella maggior parte dei casi il sospetto è fondato…”

Therese Kersten era incinta, quando ha scoperto che il marito aveva una doppia vita. Oggi è a capo di una grande agenzia che mette alla prova la fedeltà coniugale. In questa intervista spiega come affrontare le verità scomode.

Crediamo che il nostro partner sia fedele, ma in realtà non lo sappiamo, ci fidiamo. Se la fiducia viene tradita, la relazione ne subisce le conseguenze. Ma che fare quando, pur volendo fidarci non ci riusciamo più? Therese Kersten ha creato l’agenzia “Test di fedeltà” (Die Treuetester). Kersten vive con il padre del suo secondo figlio a Parigi; dal padre del primo la ventottenne investigatrice si è separata dopo aver scoperto che lui aveva altre storie. Oggi lavora per scoprire infedeltà coniugali per conto di altri. L’80% dei suoi clienti è rappresentato da donne.

Signora Kersten, Lei si guadagna da vivere, mettendo alla prova i partner dei suoi clienti. E’ per natura una persona diffidente?

Nessuno nasce geloso, c’è sempre una causa. Anch’io, in linea di massima, non ero sospettosa finché non ho avuto brutte esperienze. Come ho scoperto solo dopo, l’uomo con cui stavo all’epoca conduceva una doppia vita. Continuava a stare con la sua ex e mi tradiva anche con altre. A me ripeteva che avevo una fervida immaginazione, che non avevo fiducia in lui. Risultato: non facevo altro che dubitare di me stessa…

Finché ne ha acquisito la certezza

Ero già agli ultimi mesi di gravidanza quando, seguendo il mio istinto, mi sono messa a investigare su di lui. Alla fine, le prove erano davanti ai miei occhi: un appartamento in affitto, biglietti aerei, ricevute di alberghi e molto altro. Oggi sono diventata più scettica, non mi lascio più abbindolare.

Alle sue dipendenze lavorano, a contratto, 650 persone. I tradimenti sono più frequenti che in passato – o siamo diventati più malfidati?

Le infedeltà coniugali sono sempre esistite, ma erano diverse. I nuovi media mettono a dura prova la fiducia. Si arriva al punto che parecchie persone stanno in permanenza all’erta, per individuare potenziali fonti di pericolo.

Crede che il controllo possa produrre fiducia?

Produrre no, ma farla recuperare sì. Nella maggior parte dei casi ci sono delle avvisaglie in precedenza – uno dei due è stato infedele, passava molto tempo sulle chat o scambiava foto compromettenti. In questo caso, si tratta di scoprire se lui o lei lo rifarebbero, procurandosi la prova concreta della disponibilità al flirt.

Si può ancora salvare una relazione, quando si arriva al punto di testare il partner, mettendogli qualcuno alle calcagna?

Decisiva è indubbiamente la speranza che l’altro superi il test. Se si ristabilisce la fiducia, la relazione può persino trarne vantaggio, sempre che si chiariscano le cause. Se, però, si scopre che il partner o la partner non sono degni di fiducia, si devono fare patti ben chiari, che poi vanno rispettati, per convincere il partner tradito che può fidarsi. Chi è riluttante, dovrebbe trarne le logiche conseguenze e separarsi.

Un test, non una trappola

Non potrebbe darsi che la persona cada semplicemente nella trappola perché attratta da un’“esca” di bell’aspetto, anche se, fino a quel momento, è sempre stata fedele?

Il test è sempre scelto su misura per la persona che deve essere messa alla prova, per realizzare una messa in scena che sia il più possibile aderente alla realtà. Nella maggior parte dei casi si confermano i sospetti di chi ci ha dato l’incarico.

Lei prende in trappola uomini e donne ignari – non ha rimorsi di coscienza?

Non tendiamo trappole, mettiamo alla prova. Concepisco la nostra offerta come una normale prestazione di servizio. Sicuramente, qualcuno dirà che siamo dei rovina-famiglie. In realtà, gli “indagati” fanno tutto da soli, perché, nonostante i precedenti, non cambiano nulla nella loro vita di relazione. Inoltre, non è detto che si finisca per separarsi: spesso si riparte da zero, perché, attraverso il confronto con la verità, la coppia comincia a parlare della relazione. Così, il mio intervento può aiutare le persone.

Cosa ha imparato sull’amore?
Che è importante parlare di tutto, perché parlando si fanno passi avanti. Con il silenzio non si risolvono i problemi. Io metto le carte in tavola, ma l’altro deve stare al gioco. Non si dovrebbe mai smettere di lavorare per migliorare la relazione, invece di cercare la scappatoia più banale...

© 2018, Süddeutsche Zeitung