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Troppe cicche di sigaretta a Bordeaux: la città si attrezza e ne ricicla 200 milioni

La città sperimenta un nuovo tipo di posacenere ecologico per la raccolta dei mozziconi di sigaretta. Se l’esperimento avrà successo, l’operazione verrà estesa a tutta la Francia.

Ogni anno, nella città di Bordeaux, vengono gettati a terra duecento milioni di mozziconi di sigaretta. Solo su piazza Stalingrad – lungo la riva destra del fiume Garonna – se ne contano 250mila. Per questo, il Comune e la Bordeaux Métropole [1], in collaborazione con l’associazione ÉcoMégot, hanno deciso di lanciare una grande campagna di sensibilizzazione, e soprattutto di riciclo dei mozziconi di sigaretta, nel quartiere La Bastide. Obiettivo: trasformarlo nel primo quartiere “a zero cicche” in Francia.

Il vicesindaco del quartiere, Jérôme Siri, non usa mezzi termini: “I mozziconi di sigaretta sono una squallida porcheria che rovina le nostre città”. Ma, al momento, multare coloro che gettano cicche per strada, non è possibile. “È lecito intervenire in maniera coercitiva solo dopo aver fornito posaceneri pubblici ai cittadini”, spiega. “E, in tal senso, la soluzione proposta da ÉcoMégot ci sembra molto interessante”. Se l’esperimento si dimostrerà risolutivo, l’operazione verrà estesa a tutta la città.

Alle intenzioni, sono seguiti i fatti. A partire dall’8 febbraio 2018, l’associazione ha installato negli spazi pubblici di La Bastide, e in particolare vicino alle fermate del tram, cinquanta colonnine posacenere per la raccolta dei mozziconi di sigaretta. “Le cicche vengono raccolte una volta a settimana da operatori che si spostano in bicicletta”, spiega Erwin Faure, fondatore di ÉcoMégot. “In questo modo, si riescono a recuperare 12.000 mozziconi di sigaretta, che vengono poi stoccati e destinati al riciclo”.

“Un rifiuto altamente inquinante”

La fase di riciclo prevede due possibilità: “Si può utilizzare il mozzicone di sigaretta come combustibile alternativo, sfruttandone dunque il valore energetico; oppure si possono recuperare i materiali di cui sono composte le cicche, e riutilizzarne il tabacco, la carta e il filtro”, precisa Erwin Faure. Attualmente, numerosi laboratori sono impegnati nello studio e nella sperimentazione delle diverse possibilità, al fine di fornire gli elementi necessari a una decisione consapevole. Nel frattempo, le cicche vengono raccolte e immagazzinate.

Dal giorno dell’installazione delle colonnine posacenere a oggi, Jérôme Siri constata già un netto miglioramento della condizione delle strade : “Anche a occhio nudo, è evidente che per terra ci sono molte meno cicche”. Certamente, da qui a diventare il primo quartiere “zero cicche” di Francia, la strada è lunga. “Ma non abbiamo scelta, deve essere fatto, perché il mozzicone di sigaretta è un rifiuto altamente inquinante”, insiste Jérôme Siri, che intende diffondere l’idea a tutto il paese. “Molte comunità ci hanno già richiesto i posacenere”, esulta Erwin Faure, precisando che le colonnine posacenere vengono fabbricate nel luogo di destinazione. “Così, i posacenere da installare a Lione, verranno realizzati direttamente lì”.

Il Comune e Bordeaux Métropole hanno stanziato un finanziamento di ventimila euro per l’operazione. Inoltre, il consiglio municipale ha votato una delibera che consente a ÉcoMégot di installare gratuitamente le sue colonnine posacenere negli spazi pubblici. “Perché, se con una mano offriamo una sovvenzione, con l’altra non possiamo pretendere un affitto”, spiega Jérôme Siri. La Bastide è un quartiere laboratorio e il sindaco, Alain Juppé, lo ha capito bene. “Ho fatto una scommessa: raddoppiare la popolazione del quartiere, senza raddoppiare l’inquinamento dell’ambiente. L’esperimento ha inizio”.

[1] Si tratta di un organismo di cooperazione intercomunale, nato nel 2015 e costituito da ventisei comuni, tutti situati nel territorio circostante la città di Bordeaux, nella regione francese della Nuova Aquitania.

Il sito: ecomegot.com

© Redazione del Figaro, 2018, Le Figaro