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Trump non sta attaccando la Nato. La sta rinforzando.

Visto che il presidente Trump ha messo sul banco d’accusa la Germania e gli altri alleati, per la loro ritrosia nel finanziare la Nato in misura adeguata alle esigenze di difesa, i Democratici, a Washington, si sono precipitati in soccorso della Germania… Come hanno dichiarato in un comunicato congiunto Nancy Pelosi e Charles Schumer, i due leader dei Democratici, rispettivamente, alla Camera e al Senato, “i calunniosi e sfacciati insulti che il presidente Trump ha rivolto alla Germania, uno dei più fedeli alleati degli Stati Uniti, sono davvero imbarazzanti”.

Mi spiace dover dissentire, ma Trump ha ragione.

Il vero motivo di imbarazzo è che la Germania, uno dei più ricchi paesi europei, spende appena l’1,24% del suo PIL per la difesa, collocandosi nella metà più avara di risorse fra tutti i paesi Nato (gli Stati Uniti spendono il 3,5% del PIL nel settore militare).

Una ricerca realizzata dalla McKinsey osserva che circa il 60% dei jet Eurofighter e Tornado, nonché l’80% degli elicotteri Sea Lynx in dotazione all’aviazione tedesca, è di fatto inutilizzabile. Secondo il canale televisivo pubblico Deutsche Welle, un’indagine del parlamento di Berlino ha scoperto che “a fine 2017, nessun sommergibile e nessuno dei 14 aerei da trasporto dell’aeronautica militare tedesca è in grado di volare, trovandosi fermo per riparazioni”, e che, secondo un rapporto del Ministero della Difesa, “le truppe tedesche non hanno un sufficiente numero di tute protettive, di divise invernali e di tende da campo per poter partecipare in modo adeguato ad una importante missione della Nato”.

Mancano le tende?? È incredibile.

Per adempiere ai propri obblighi in seno all’Alleanza Atlantica, la Germania dovrebbe aggiungere 28 miliardi di dollari al suo budget militare annuale. A prima vista, la Germania non sembra in grado di affrontare una tale ulteriore spesa, ma a quanto pare è perfettamente capace di spedire miliardi di dollari alla Russia –paese per difendersi dal quale è stata creata la Nato – allo scopo di comprare gas naturale e contribuire alla costruzione di un gasdotto che renderà la Germania, e i paesi dell’Est Europa, ancora più vulnerabili nei confronti di Mosca.

Purtroppo, la Germania non è un caso isolato. Il Belgio, che ospita il quartier generale della Nato, spende appena lo 0,9% del suo PIL per la difesa, e all’interno di questo modesto stanziamento, ben un terzo dei denari è destinato a pagare le pensioni. Gli alleati europei della Nato hanno, tutti insieme, circa 1,8 milioni di soldati, ma meno di un terzo è impiegabile in operazioni sul campo e appena il 6% è in grado di affrontare operazioni per un periodo prolungato.

Quando Trump dice che la Nato è “obsoleta”, ha ragione, senza alcun dubbio.

Ma questo problema non è sorto ieri. Mi trovai al Pentagono l’11 settembre 2001 e ricordo molto bene che quando venne il momento di agire contro l’Afghanistan, solo un piccolo gruppo di paesi alleati aveva i mezzi militari richiesti per affrontare le prime, difficili, fasi dell’operazione Enduring Freedom. Nel summit della Nato tenutosi nel 2002 a Praga, gli alleati europei promisero di risolvere queste carenze impegnandosi ad investire almeno il 2% del PIL nel settore militare, con l’accortezza di destinare i fondi soprattutto a tecnologie ed equipaggiamenti davvero performanti. Invece, gli stanziamenti europei nella difesa sono scesi dall’1,9% del PIL nel 2000-2004 all’1,7% cinque anni dopo, con un ulteriore ribasso all’1,4% nel 2015.

Nessuna sorpresa per il fatto che quando la Nato intervenne in Libia dieci anni dopo l’11 settembre, il Washington Post così scrisse: “Ad appena un mese dall’inizio delle operazioni in Libia, la Nato si rivela priva di bombe di precisione, evidenziando le difficoltà del Regno Unito, della Francia e degli altri alleati europei nell’affrontare un intervento relativamente piccolo su un arco di tempo relativamente lungo”. Un’alleanza il cui scopo principale è prevenire un’aggressione militare russa, si dimostrava incapace di effettuare una circoscritta serie di bombardamenti contro un avversario enormemente più debole.

Il presidente Obama definì gli alleati della Nato dei “free riders”, degli scrocconi, mentre il presidente George W. Bush intimò agli europei di aumentare le loro spese militari. Nessuno dei due presidenti ottenne alcunché. Ma non appena Trump si rifiutò, l’anno scorso, di confermare che gli Stati Uniti rispetterebbero l’articolo 5 della Nato – in virtù del quale ogni paese dovrebbe soccorrere qualsiasi alleato che venga attaccato – gli europei accettarono subito di aumentare le spese militari per un totale di 12 miliardi dollari. Ma questa non è che una goccia nel mare: la McKinsey ha calcolato che gli alleati europei dovrebbero spendere 107 miliardi di dollari in più ogni anno, per adempiere agli impegni che gravano su tutti. Visto che i rilievi esposti dai suoi predecessori non hanno funzionato, Trump ha rilanciato con durezza: nel summit Nato della settimana scorsa ha chiesto che ogni paese dell’alleanza raddoppi i suoi investimenti militari, per giungere al 4% del PIL.

A differenza di quanto hanno detto alcuni critici, questo non è affatto un regalo alla Russia. L’ultima cosa che Putin desidera è che Trump riesca ad ottenere un maggior impegno finanziario della Nato. E se gli alleati degli Stati Uniti sono spaventati dall’irrigidimento nei confronti della Russia, c’è una semplice via d’uscita: investire davvero più risorse per aumentare la il potere deterrente dell’alleanza e la sua capacità di fronteggiare un’eventuale aggressione da parte della Russia.

Le drastiche prese di posizione da parte di Trump non significano che egli ritenga la Nato superflua. Se Trump davvero pensasse che questa non serve più, non perderebbe tempo in tale vicenda. Ma è evidente che se gli alleati europei non cercano di allestire un sistema militare più robusto, la Nato diventerà davvero inutile. Un’alleanza che non è in grado di combattere qualora uno dei suoi membri finisca sotto attacco, o che esaurisce le munizioni nel bel mezzo di un intervento operativo, diventa – per definizione – una struttura inutile.

La Nato ha solo bisogno delle giuste attenzioni, e Trump gliele sta rivolgendo.

Alla fine, grazie a lui, l’Alleanza Atlantica ne uscirà rafforzata.

© 2018, The Washington Post