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Turismo in Italia, c’è ancora da imparare

Estate promettente, quest’anno, per il turismo in Italia, con un aumento degli arrivi stimato attorno al 4%, rappresentato soprattutto da visitatori cinesi e australiani. Una tendenza, dicono le statistiche, in continua crescita.

Per reggere al confronto con il resto dell’Europa, le nostre città, così come le località balneari e le regioni alpine, sono state messe a dura prova. Nonostante le difficoltà e i tumulti che scuotono il pianeta, nella classifica dei dieci paesi più visitati al mondo, oggi siamo quinti dopo Francia, Stati Uniti, Spagna e Cina, ma prima della Turchia. Merito dei tanti operatori che conoscono le regole del mestiere, ma anche delle bellezze naturali e della straordinaria ricchezza del nostro patrimonio culturale. Una risorsa unica, che resiste nel tempo, nonostante le speculazioni edilizie, i prezzi gonfiati, i mancati investimenti e l’incuria generale.

La Norvegia, per esempio, seduce i visitatori accogliendoli in sedici lingue diverse, mentre in Sicilia e in Campania si parla a mala pena l’inglese. Eppure, nonostante il quadro poco lusinghiero, i turisti che vogliono visitare il nostro paese non sembrano scoraggiarsi, anche se è indubbio che meriterebbero un’accoglienza migliore.

Nel 2017 le strutture ricettive collocate in Italia hanno registrato 122 milioni di arrivi, con un aumento rispetto al 2016 del 4,5%. 

Il nostro paese è da sempre una delle principali destinazioni turistiche del mondo. I dati di Banca d'Italia sulla bilancia turistica confermano che anche nel lungo periodo, a partire dagli anni '70 fino ai giorni nostri, il saldo tra entrate e uscite turistiche è sempre stato positivo, e tende a migliorare. Purtroppo, però, non siamo più al secondo posto nella classifica mondiale, come accadeva sino a venti anni or sono. Altre nazioni sono state più veloci di noi nella crescita.

Il maggior punto di forza dell’Italia è rappresentato dalle città d'arte. I turisti esteri vengono da noi soprattutto per visitare i capolavori artistici più che per le spiagge, le campagne o i monti, visto che anche altri paesi possono vantare bellezze naturali di prim’ordine.

In particolare, secondo i dati 2017 del Centro Studi Turistici, le città d'arte possono mettere a disposizione 46mila esercizi (il 25% del totale) che hanno ospitato quasi 44 milioni di visitatori (il 35,8% del totale). Una quota importante, da tempo in crescita e destinata, secondo le previsioni, ad aumentare nei prossimi anni.

Le città preferite dagli stranieri sono sempre le stesse, come è comprensibile. In ordine decrescente per numero di turisti annui: Roma, Milano, Firenze, Venezia, Torino, Napoli. In seconda fila, a buona distanza, si collocano Verona, Trieste, Padova, Bologna e Genova. I turisti provengono soprattutto dalla Germania, con ben 59 milioni di pernottamenti, seguita da Francia (13,6 milioni), Regno Unito (13,2), Stati Uniti (12,6), Olanda (10,9) e Svizzera (10,8). La Cina fa registrare solo 5 milioni di pernottamenti, un valore estremamente basso, quasi insignificante, se rapportato al miliardo e mezzo di abitanti in quel paese.

Recentemente, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il Piano Strategico di Sviluppo del Turismo, che prefigura le azioni e gli investimenti da attuare nel settore per i prossimi cinque anni. Al centro del nuovo piano, la formazione delle guide turistiche per illustrare il patrimonio ambientale, storico e culturale, con particolare attenzione ai percorsi enogastronomici. Su questa scia, dal 19 al 21 ottobre si terrà a Trevi la terza edizione di “Eco Natura 2018”, dove tra spazi espositivi, incontri e convegni, non solo si parlerà del ruolo del viaggiatore responsabile ma anche di enogastronomia di qualità. Sempre più diffusi, i portali web non solo informano attraverso notizie utili e immagini, ma offrono la possibilità al nuovo turismo di confrontare i prezzi, con una varietà di offerte ormai alla portata di ogni portafoglio.

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