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Tutti vogliono i mirtilli. E il Cile ne è ben lieto...

I maniaci del benessere e i modaioli di tutto il pianeta non ne hanno mai abbastanza: avocado per preparare spuntini o toast, ma soprattutto mirtilli, da consumare in ogni occasione.

Il marchio cileno Hortifrut ne sa qualcosa.

L’azienda di Santiago del Cile ha infatti moltiplicato i piani di espansione e marketing, per incrementare la produzione e soddisfare la domanda. Ora è sul punto di concludere l’acquisto, per 160 milioni di dollari, del Grupo Rocio, il più grande produttore di mirtilli nel Perù.

Victor Moller, presidente della Hortifrut, ha dichiarato in un’intervista telefonica che questa operazione si collega ai progetti di espansione in Messico, Stati Uniti e Cina. L’azienda sarà quindi in grado di più che raddoppiare la sua produzione di frutti di bosco, inclusi i mirtilli; l’obiettivo è registrare nel 2018 un incremento superiore ai 100 milioni di chilogrammi (controvalore: 220 milioni di sterline), rispetto ai risultati dello scorso anno. E ci si aspetta un ulteriore balzo in avanti.

“Quando dico che secondo me questa azienda è ancora agli inizi, molti ridono”, ha detto Moller a proposito della sua società, nata 38 anni fa e quotata in borsa dal 2012. “Ma è ancora una  creatura, con enormi potenziali di crescita”.

Gli investitori non hanno di che lamentarsi, al momento, considerando che Hortifrut è cresciuta di oltre il 500% dopo l’ingresso nel mercato azionario, mentre l’indice della borsa cilena, l’IPSA, nello stesso arco di tempo si è limitato ad un incremento del 29%.

I ricavi sono più che raddoppiati dal momento della quotazione in borsa, arrivando a quota 367 milioni di dollari, salvo un calo del 9% nel 2017, secondo i dati pubblicati da Bloomberg.

“Il mercato chiede una grande disponibilità di mirtilli: tutti i giorni, tutto l’anno”. Lo ha affermato Roland Fumasil, analista senior per il settore agrario presso la Rabobank a Fresno, una banca specializzata in servizi finanziari per le aziende agricole operanti in quella ricchissima zona che è la Central Valley, in California.

Un report della società di consulenza fresh4cast.com riporta che nello scorso anno, su scala mondiale, sono state prodotte 1,7 tonnellate di mirtilli, due volte e mezzo la quantità coltivata nel 2000. Nei prossimi due anni è previsto il raggiungimento della quota di due milioni di tonnellate. I primi produttori al mondo di mirtilli sono gli Stati Uniti, seguiti dal Canada e dal Cile, che resta il maggiore paese esportatore.

Come afferma Fumasil, la domanda mondiale di mirtilli è del tutto anelastica: la gente vuole assolutamente avere i mirtilli, senza badare a spese.

Ed i cinesi si sono dimostrati pronti a spendere per averli.

La società di consulenza agraria iQonsulting ha rivelato che a gennaio e febbraio, il momento di massima raccolta in Cile, i mirtilli consegnati al porto di Jiangnan, in Cina, sono stati venduti ad un prezzo medio di 10 dollari al chilo. Sulla costa orientale degli Stati uniti, il listino era invece solo a 6,40 dollari al chilo.

Con una domanda così imponente, spiegava Victor Moller, è naturale che la Hortifrut sia a caccia di nuove acquisizioni.

“Siamo alla continua ricerca di nuove occasioni per difendere la nostra posizione di leadership nel mercato mondiale”, ha detto Moller. “Il nostro modello di business prevede una crescita in collaborazione con aziende leader nel campo della distribuzione, dell’ingegneria genetica, della lavorazione o della logistica”.

Nel 2016, la Hortifrut ha dato il via ad una joint venture con l’azienda californiana Munger Farms, mirando ad attività congiunte in California, Oregon e Washington. L’anno precedente era stata avviata allo stesso modo un’associazione in partecipazione con la società cinese Joyvio Wing Mao, della quale la Hortifrut ora detiene il 51%.

“Il nostro obiettivo è incrementare al massimo la produzione, riteniamo che a breve la Cina si rivelerà per noi un mercato importante quanto gli Stati Uniti”, ha dichiarato Moller. “Il consumo di mirtilli in Europa è, invece, ancora solo agli inizi, ci sono grandi margini di crescita”.

Mihai Ciobanu, amministratore delegato di fresh4cast.com, ad una recente conferenza ha affermato che la Cina condurrà questo settore ad una “crescita fenomenale”. ”Il Cile è intenzionato ad incrementare le esportazioni verso la Cina”, ha detto Ciobanu. “Man mano che si sviluppa questo mercato in Asia, i prezzi dei mirtilli registrano lievi flessioni, ma resta comunque un notevole divario con ciò che pagano i compratori del Nord America”.

Gli sforzi della Hortifrut non si limitano ai mirtilli. L’azienda è infatti entrata in una joint venture di respiro mondiale, la Naturipe Avocados, rivolta alla distribuzione del frutto tropicale, ritenuto da molti una sorta di “oro verde.” “L’avocado è uno dei prodotti più promettenti”, spiega Moller. “Siamo già i fornitori dei 500 clienti più importanti del mondo e intendiamo sfruttare questa opportunità per vendere prodotti sempre più sani e salutari”.

© 2018, The Washington Post