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Uber si lancia nei taxi volanti e cerca l’appoggio del governo Usa

Uber sta mettendo in atto un corteggiamento serrato nei confronti del governo degli Stati Uniti, perseguendo con tenacia l’obiettivo di far circolare le proprie auto volanti nei cieli delle grandi città nel giro di soli due anni.

Questa settimana, il gigante tecnologico ospiterà funzionari del governo di Donald Trump, tra cui il capo del Dipartimento dei trasporti e il direttore dell’organismo di vigilanza aerospaziale, in occasione di un summit che si terrà a Los Angeles, dove Uber spera di sancire la propria leadership nel mercato della mobilità urbana aerea.

Negli ultimi tempi, Uber ha ingaggiato una sfilza di dirigenti della Nasa e tecnici aerospaziali per l’elaborazione dei progetti fortemente voluti dall’amministratore delegato, Dara Khosrowshahi, i quali prevedono l’introduzione di sciami di veicoli volanti a guida autonoma destinati al trasporto passeggeri nelle aree urbane.

Uber sostiene che tali veicoli, oltre a essere meno costosi e più veloci rispetto al taxi tradizionale, rivoluzioneranno il trasporto urbano e risolveranno il problema del traffico sempre più congestionato.

Khosrowshahi, al timone di Uber dallo scorso anno, ha risanato buona parte delle attività aziendali relative al servizio di trasporto a chiamata mediante app, ma ha fortemente sostenuto il progetto Uber Elevate, sfidando lo scetticismo di molti.

Uber si è ritirata da alcuni mercati internazionali ed è stata costretta a fermare la sperimentazione sulle automobili senza conducente in seguito a un incidente mortale avvenuto a marzo scorso. Ciò ha aumentato le pressioni sulla divisione di Uber che si occupa di mobilità aerea, anche per giustificare il fatto che l’azienda sia stata valutata ben 72miliardi di dollari (€60,3 miliardi).

Nei prossimi giorni, Elaine Chao, Segretario ai Trasporti, e Daniel Elwell, Direttore della Federal Aviation Authority, saranno presenti al summit “Elevate” organizzato da Uber, durante il quale l’azienda presenterà il programma di sperimentazione sulla mobilità aerea il cui avvio è previsto nel 2020 a Los Angeles, Dallas e Dubai.

Uber sostiene che fra cinque anni il servizio di taxi volante sarà accessibile al pubblico, arrivando a diventare un normale mezzo di trasporto urbano. La società ha spiegato che i veicoli saranno controllati inizialmente da piloti, ma finiranno col diventare veicoli a guida autonoma alimentati con l’elettricità. Come ha precisato l’azienda, una corsa arriverà a costare 50 centesimi al miglio, il che equivale all’attuale tariffa di una corsa su strada, mentre gli spostamenti che oggi richiedono anche un’ora e mezza di tempo avranno una durata di soli 15 minuti.

Molto probabilmente, il colosso californiano incontrerà seri ostacoli di carattere normativo, poiché l’attuale regolamentazione aerospaziale impone limiti molto severi al traffico aereo in prossimità di edifici. Tuttavia, la Casa Bianca ha allentato i vincoli sull’uso dei droni, col timore che l’attuale normativa crei uno svantaggio per gli Stati Uniti (rispetto agli altri paesi - ndt).

Uber è entrata in conflitto con diversi governi di tutto il mondo a causa della sua app per il noto servizio di pseudo-taxi, ma ora Khosrowshahi ha adottato un approccio più conciliante, dichiarando di voler collaborare con le varie autorità nazionali.

Nell’ultimo anno, Uber ha reclutato diversi manager tra le massime professionalità del settore, per la messa a punto dei propri progetti. A marzo, ha assunto Eric Allison - il Ceo di Zee.Aero, una società che produce veicoli volanti, finanziata dal fondatore di Google, Larry Page - affidandogli la divisione aeronautica di Uber.

Ad agosto, l'azienda si è accaparrata Tom Prevot, un esperto della Nasa, e a febbraio dello scorso anno ha assunto Mark Moore, un altro importante dirigente dell’agenzia aerospaziale, come ingegnere responsabile della progettazione velivoli.

Uber ha fatto sapere che le sue auto volanti saranno dotate di rotori per il decollo e atterraggio verticali, ma anche di ali fissate stabilmente per operare sulle distanze più lunghe.

© Telegraph Media Group Limited (2018)