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Un coro straordinario: è composto da persone che non hanno più notizie di un loro caro

Un coro per lenire la sofferenza di chi ha perso le tracce di un parente o di un amico, o per lanciargli un messaggio di amore, di riconciliazione, di vicinanza. Una gran bella idea.

nota della redazione

Nel 2013, Peter Boxall si trovava da solo in una chiesa affollata di Londra. Suo figlio, Lee, era uscito di casa, 25 anni prima, in una normale giornata di settembre per andare a vedere la partita del Crystal Palace e da allora non era più tornato a casa. In chiesa, Peter intonò ad alta voce alcune parole per suo figlio, così come aveva sognato di fare la notte prima, e fu così, con questo coraggioso gesto, che nacque l'idea del coro delle persone scomparse (Missing People Choir).

Il coro fu formato l'anno successivo tra Peter, sua moglie Lindsay, la figlia Christine ed altre persone che soffrivano per la scomparsa di un amico, di un parente o di una persona cara e che si erano rivolte all’ente di beneficienza Missing People per cercare assistenza. Jim Hawkins, direttore musicale, aveva trasformato il disperato frammento musicale di Peter nella canzone “I Miss You”, che il coro ha portato quest'anno alle finali di Britain’s Got Talent (show di competizione tra artisti emergenti - NdT).

Le prove si tengono una volta ogni tre settimane. Il coro si esibisce regolarmente ed è stato incluso in un nuovo disco dal titolo Stand Together dei Choirs with purpose (Cori solidali), un ambizioso progetto di Jim Hawkins che vede la partecipazione di dodici cori e 1400 voci al brano che dà il titolo all’album. Hanno anche registrato una loro versione di Wings (la canzone di Birdy che accompagna la pubblicità della Lloyds Bank).

Quest'anno, Missing People è una delle tre associazioni non profit incluse nella raccolta natalizia di beneficenza del Telegraph (Christmas Charity Appeal). Inoltre, il coro canterà gli inni di Natale nella chiesa di St. Martin-in-the-Fields, a Trafalgar Square, proprio dove Peter ha cantato per la prima volta per suo figlio, quattro anni fa. Pochi giorni fa, per un concerto di Natale del Telegraph, il Missing People Choir si è esibito nella chiesa dei giornalisti di St. Bride, nella City di Londra.  

Quest’ultimo è l’evento dell’anno per il Telegraph: una sorta di festival tra testi sacri e canti natalizi. In un’atmosfera di luci soffuse, in una chiesa disegnata da Christopher Wren, alcuni personaggi importanti reciteranno brani delle sacre scritture e, come di consueto, i cantanti professionisti della chiesa impartiranno (purtroppo) una severa lezione musicale al nostro povero coro di redazione…  

Quest’anno, sia il coro del Telegraph (di cui faccio parte), sia il rinomato coro della chiesa sono stati surclassati dal Missing People Choir, che ha partecipato ai canti di Natale e si è esibito come coro solista nella canzone Wings (erano presenti anche vari amici a quattro zampe, portati dall’ente di beneficenza Canine Partners, che tuttavia non si sono uniti ai canti…).

Dopo la funzione, sono stato a chiacchierare con Jim Hawkins e Clare Cook, che lavora per Missing People e collabora nella direzione del coro. Sono stato molto sintetico, per non essere accusato di voler distrarre l’attenzione degli ospiti dai dolci del buffet o dalle ottime birre dell’Old Bell (un pub storico di Fleet Street).

Cantare con i colleghi ogni venerdì ha rappresentato un’esperienza positiva: il coro ci pone tutti sullo stesso livello e infonde una carica di ottimismo ed energia nella quotidiana battaglia con valanghe di scadenze o bozze da correggere. L’idea del nostro coro aziendale si è dimostrata perfettamente in sintonia con le finalità di Missing People, e molto più appropriata di una squadra di calcio o di un calendario. Missing People cerca di sensibilizzare le coscienze, ma anche di fornire un aiuto pratico, sia alle persone scomparse sia alle loro famiglie - linee telefoniche riservate, contatti con le forze dell’ordine, servizi di assistenza per chi torna a casa. Tuttavia, mi chiedevo se l’intensità emotiva del canto non fosse troppo dolorosa per chi soffre l’assenza di una persona cara.

“A dire il vero, il canto ha un effetto catartico”, mi ha detto Clare. “Jim seleziona le canzoni che parlano della realtà quotidiana di chi canta… si ha l’impressione di parlare ai propri cari assenti e c’è sempre la speranza di essere ascoltati (con l’esibizione a Britain’s Got Talent, una ragazzina scomparsa ha visto lo spettacolo e si è messa in contatto con la famiglia).

Anche Jim la pensa nello stesso modo: “I messaggi delle nostre canzoni riguardano le persone che le cantano”. “E in più c’è l’esperienza del cantare insieme, in un gruppo”, ha aggiunto Clare. “Naturalmente, i membri del coro hanno un vissuto diverso e hanno perso persone care nelle circostanze più disparate. Il coro riesce a unirle”.

Dal punto di vista di chi ascolta, l’emozione è intensa. L’idea di perdere una persona cara, che vedi ogni giorno, di continuo, e che improvvisamente scompare e non sai come sta, è inimmaginabile. È impossibile non notare l’impegno e la passione del coro o non percepire come i cantanti siano in grado di controllare il proprio dolore.

Ho incontrato Denise Horvath Allan, il cui figlio, Charles, è scomparso in Canada 28 anni fa. Tratteneva le lacrime durante l’esibizione. Si è unita al coro dal primo giorno. Non avere pace, per così tanto tempo, ha gettato un’ombra sulla sua vita. “Il dolore è incessante”, mi ha detto. Tuttavia, il dolore è meno intenso se è condiviso all’interno di un gruppo di persone che sa bene cosa provi ogni giorno. E lei adora cantare con loro, perché “fa bene all’anima”, ha detto.

© Telegraph Media Group Limited (2017)