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Una nuova arma contro lo shock settico

Una proteina umana potrebbe essere trasformata in un efficace mezzo terapeutico

Ciò che forse dobbiamo temere più di ogni altra cosa quando il nostro organismo contrae un’infezione, è che esso non sia poi in grado di controllare l’infiammazione generalizzata provocata dall’afflusso di tossine batteriche. Lo shock settico che ne consegue diventa rapidamente insormontabile e si rivela spesso mortale, dal momento che paralizza gli organi vitali.

Più di cinque milioni di decessi all’anno nel mondo sono imputabili alle infezioni. In Europa, come negli Stati Uniti, esse rappresentano una delle principali cause di mortalità all’interno degli ospedali. Per contrastare lo shock settico, i medici stanno prendendo in considerazione l’idea di ricorrere a sistemi di dialisi in grado di filtrare il sangue dei pazienti, liberandolo dalle tossine provenienti dalla parete dei batteri. Ma esiste anche la possibilità di una strategia difensiva alternativa, come rivelano alcuni ricercatori francesi. “Abbiamo scoperto che una determinata proteina dell’organismo è incaricata proprio di eliminare le tossine batteriche di tipo LPS[1] (che compongono la membrana esterna del batterio) presenti nel sangue. Essa è in grado di trasferirle all’interno delle particelle che trasportano il colesterolo al fegato, favorendo la loro eliminazione attraverso la bile”, precisa Laurent Lagrost del Centro di Ricerca LNC (Lipidi Nutrizione Cancro, Inserm[2], Università della Borgogna, AgroSup, Dijon).

Coniglie transgeniche

Il ruolo cruciale di questa proteina (PLTP)[3] nella lotta alle infezioni batteriche, è stato individuato casualmente dai ricercatori dieci anni fa, mentre conducevano degli studi su topi che ne risultavano sprovvisti. Un’iniezione di LPS era in grado di provocare, da sola, la morte di questi animali, dimostrando che la PLTP svolgeva un ruolo cruciale nella risposta antibatterica. Per trasformarla in strumento terapeutico efficace, i ricercatori si sono rivolti all’équipe di Louis-Marie Houdebine all’Inra[4]. Quest’ultimo è riuscito a creare delle coniglie transgeniche in grado di produrre la PLTP umana nel loro latte. “Questo animale ci consente di raccogliere la proteina ricombinante in concentrazioni mille volte superiori a quelle del plasma umano”, aggiunge Laurent Lagrost. L’ultimo studio pubblicato dai ricercatori nella rivista Scientific Reports, dimostra che l’iniezione della proteina ha salvato da morte certa alcuni topi nei quali si era manifestato un analogo schema infettivo. La prossima tappa consisterà nel confermare l’innocuità e l’efficacia di un’iniezione di PLTP nell’uomo. La produzione di PLTP nel latte di animali transgenici, capre o conigli, si è dimostrata valida nel caso di due proteine ematiche nell’uomo - l’antitrombina e l’inibitore dell’esterasi C1 del sistema di complemento – già da diversi anni in commercio per il trattamento di deficienze genetiche rare. Gli studi clinici si svolgerebbero nell’ambito delle infrastrutture ospedaliere di Dijon e l’Inserm è alla ricerca di fondi per finanziarle. “Abbiamo anche messo a punto una piattaforma unica al mondo per dosare le endotossine batteriche nel sangue e seguire la loro evoluzione nell’organismo. Questo know-how sarà inoltre prezioso anche per riuscire a sviluppare una PLTP farmaceutica efficace sui pazienti”, aggiunge Laurent Lagrost. Secondo l’Inserm, una simile terapia di emergenza - eliminando la causa stessa dello shock settico - potrebbe rappresentare un valido complemento alle cure palliative attuali, contribuendo a ridurre un tasso di mortalità ancora vicino al 50%.


© Pierre Kaldy, 2017, Le Figaro