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Una storica chiesa di Alexandria rimuoverà le lapidi in onore di Washington e di Lee

Gli eccessi del politicamente corretto: il primo padre fondatore degli Stati Uniti, George Washington, e il leader sudista Robert Lee, sono sempre più spesso ritenuti figure "controverse". Ma se gli Stati Uniti tagliano i ponti con la cultura libertaria, mercantile, competitiva e democratica da cui provengono, avranno ancora la forza di restare leader dell'Occidente?

nota della redazione

Le rettrici di una storica chiesa episcopale di Alexandria, in Virginia, hanno deciso di togliere dal presbiterio un paio di lapidi che ricordano due dei loro parrocchiani più celebri: George Washington e il generale Robert E. Lee.

In una lettera spedita giovedì scorso ai membri della congregazione, le rettrici della Christ Church hanno spiegato che la decisione è frutto di lunghe riflessioni.

“Non è stata una discussione affrontata alla leggera, ma un sincero tentativo di parlare ‘in famiglia’ del nostro luogo di preghiera, della storia nazionale e del nostro futuro,” hanno scritto.

Secondo la rev. Noelle York-Simmons, si discuteva da anni del destino delle due lapidi, appese ai lati dell’altare della storica chiesa fin dal 1870. Ma la questione si è fatta più urgente dopo gli eventi di Charlottesville: durante le sommosse verificatesi il 12 agosto scorso in risposta a una manifestazione di protesta di nazionalisti bianchi contro la decisione di rimuovere una statua di Lee, una persona è rimasta uccisa e diverse altre sono state ferite.

Pur riconoscendo l’importante ruolo svolto da Washington e da Lee nella storia del paese, le rettrici hanno scritto di aver preso la decisione di togliere le lapidi perché “sono fonte di distrazione nel nostro spazio di preghiera e possono costituire un ostacolo alla nostra identità di chiesa accogliente, oltre che un impedimento alla nostra crescita e a una comunanza piena con i vicini”.

La notizia di questa decisione è uscita in anteprima sul sito del Republican Standard.

York-Simmons e le altre rettrici hanno trascorso buona parte del mese di settembre a discutere della questione con i 1800 membri della congregazione.

La rettrice ha definito “rincuoranti” gli incontri e le sedute di ascolto.

“Le persone hanno reagito in modo positivo e devoto, dimostrando una capacità di ascolto che ha fatto emergere il lato migliore della nostra chiesa”, ha affermato.  

York-Simmons ha preferito non dire se vi siano stati membri favorevoli a conservare le lapidi. “Non voglio parlare per i miei parrocchiani. Abbiamo affrontato un’intensa fase di ascolto per capire che cosa pensasse la comunità dei vari aspetti di questa complicata questione”, ha dichiarato.

Il primo presidente del paese (G. Washington) e il comandante dell’esercito Confederato (Robert E. Lee) hanno svolto un ruolo significativo durante i primi anni della Christ Church.

George Washington era un frequentatore abituale della chiesa, e anche Lee e i suoi familiari erano membri della parrocchia. Mary Custis Lee, la moglie del generale, donò alla chiesa 10.000 dollari come contributo alla sua dotazione iniziale.

Anche se gran parte del recente dibattito nazionale si è incentrato sui monumenti commemorativi della Guerra civile, le rettrici hanno affermato di aver ritenuto importante valutare le due lapidi congiuntamente, sottolineando che esse furono collocate nello stesso periodo storico e che dal punto di vista estetico si equilibrano a vicenda, in modo da “mantenere la simmetria del presbiterio della chiesa”.

“Sia Washington, sia Lee vissero in tempi molto diversi dal nostro e ognuno di loro, oltre che un personaggio pubblico, era un essere umano complicato e, come tutti noi, un figlio di Dio”, hanno scritto le rettrici.

La Christ Church, fondata nel 1773, non è la sola congregazione alla difficile ricerca di un equilibrio tra l’eredità del passato e le mutevoli opinioni sulle figure storiche. Dopo due anni di teso dibattito, una parrocchia episcopale di Lexington, in Virginia, intitolata a Lee, suo esponente di spicco del passato, ha votato per cambiare nome.

York-Simmons ha affermato che le lapidi resteranno al loro posto fino all’anno prossimo, quando verrà trovata per loro una nuova collocazione. Per decidere questa sede, “rispettosamente rilevante”, sarà istituito un apposito comitato.

Se da un lato alcuni potrebbero criticare la decisione della Christ Church, in questo caso, ha sottolineato la rettrice, la questione non era cambiare il passato, ma trovare il modo di collocare la storia della chiesa nel contesto appropriato.

“Siamo profondamente legati alla nostra storia, ma lo siamo ancora di più al culto di Gesù Cristo”, ha detto. “Il punto è: come possiamo rispecchiarli entrambi?”.

© 2017, The Washington Post